Il Tiro a segno rischia lo stop

Non è stato ancora firmato il decreto dell’elezione del presidente

ROMA – L’unione italiana tiro a segno, una delle federazioni olimpiche del Coni che in questi ultimi anni ha regalato tante medaglie all’Italia, rischia davvero di chiudere.

La vicenda riguarda direttamente il presidente Ernfired Obrist, rieletto ad ottobre per il quarto mandato consecutivo. In sostanza, lo statuto della federazione non prevede un numero di mandati così lungo e per questo il ministero della Difesa, autorità competente sulla ratifica della nomina delle cariche elettive dell’Uits, ancora oggi non ha firmato il decreto con la nomina di Obrist. Una situazione che, di fatto, blocca un po’ tutta la federazione perché, dopo oltre nove mesi di stallo, non si sa se il presidente sarà confermato.

Dunque, è la classica situazione di stallo dalla quale è difficile capire come se ne uscirà. Per questo il presidente, nell’ultimo consiglio nazionale del Coni, ha detto che così non si può andare avanti e, al ritorno dagli imminenti campionati europei di Baku, se non sarà firmato il decreto, bloccherà l’attività. Il rischio, quindi, è che gli atleti saranno costretti a depositare le armi fin quando non si risolverà la situazione che, stando a quanto ormai sembra essere la normalità, potrebbe finire in tribunale con ricorsi e contro ricorsi.

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