Giovani immigrati clandestini tesserati illegalmente da squadre di calcio

Arresti e perquisizioni in società sportive

ROMA – Minori africani da tesserare in squadre di calcio fatti entrare clandestinamente in Italia. Questo è il sospetto della Procura di Prato che ha eseguito alcuni arresti e perquisizioni in molte società sportive sospettando un’immigrazione clandestina. Oltre a falso documentale e favoreggiamento reale di persone legate al mondo del calcio. Nel mirino, inoltre, ci sono risultati alterati di alcune partite.

L’indagine è coordinata dai sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli con la supervisione del procuratore capo, Giuseppe Nicolosi. Fra le misure cautelari, gli arresti domiciliari per il presidente della Sestese, Filippo Giusti, e per un procuratore sportivo, Pacini. Al presidente del Prato, Paolo Toccafondi, è stata notificata l’interdizione alla gestione della società. Una donna ivoriana è invece finita in carcere.

Sarebbero coinvolti alcuni esponenti del Prato calcio, club di Lega Pro, ma anche due squadre di serie A, una di B e un’altra di Lega pro. Sono quattro le persone indagate, undici quelle raggiunte da informazione di garanzia. Interessate dall’operazione di polizia le province di Prato, Firenze, Rimini, Pistoia, Siena, Pisa, Perugia, Arezzo.

Ad essere portati illegalmente in Italia sarebbero stati molti ragazzi minorenni ivoriani. All’Ambasciata Italiana di Abidjain e poi all’Ufficio Immigrazione della Questura di Prato sarebbe stata prodotta documentazione attestante false parentele, quali quella di maternità biologica e filiazione naturale rispetto ai minori, allo scopo di ottenere il rilascio dei visti di ingresso per motivi di ricongiungimento familiare, con successivo ottenimento dei permessi di soggiorno per motivi familiari.

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