Crisi idrica, continua il braccio di ferro tra Regione e Acea

Secondo Saccani Acea non sta prosciugando il lago di Bracciano. Zingaretti invita a trovare fonti alternative. Previsto per oggi tavolo in Campidoglio

ROMA – Continua il botta e risposta tra Regione e Acea, la multiutility che si occupa dell’erogazione dell’acqua nella Capitale. Dopo lo stop della Regione al prelievo di acqua dal lago di Bracciano, ormai considerato a rischio ambientale, è corsa contro il tempo per evitare il razionamento drastico di erogazione dell’acqua, previsto per il weekend. Il razionamento prevedrebbe turni di stop di otto ore consecutive e la divisione della città in due quadranti da almeno 1,5 milioni di residenti; l’acqua sarà erogata a turno a ciascun quadrante e quindi ogni 24 ore un romano su due rimarrà senza acqua, in totale, per sedici ore.

Raggi convoca un tavolo. «Bisogna trovare risorse e soluzioni concrete nel breve, medio e lungo periodo – ha detto ieri Raggi, che ha istituito un tavolo in Campidoglio per oggi -. Da un lato è inaccettabile che oltre un milione e mezzo di romani restino senza acqua, dall’altro dopo il cambio di governance di Acea c’è stata un’inversione di tendenza, con investimenti e riduzione della captazione da Bracciano».

Acea non sta prosciugando lago di Bracciano. Per l’ingegnere Paolo Saccani, presidente di Acea Ato2, “a Roma non ci sarebbe alcuna emergenza idrica, la città non correrebbe alcun rischio siccità” e l’ordinanza con cui la Regione Lazio vieta all’Acea di approvvigionarsi nelle acque del lago di Bracciano dal 28 luglio è “un atto illegittimo, abnorme e sostanzialmente inutile rispetto all’obiettivo di tutela del lago”. Acea, continua, non sta prosciugando il lago di Bracciano: il prelievo “attualmente è inferiore ai 1.100 litri al secondo: noi siamo responsabili di un calo del livello delle acque solo di 1,54 millimetri al giorno, il resto, circa 8 millimetri, è dovuto all’evaporazione per il caldo e probabilmente anche ai moltissimi prelievi abusivi per pozzi privati.

“Con questa ordinanza la Regione dice di voler tutelare il lago ma il livello continuerà a scendere anche dopo aver bloccato le nostre captazioni con in più il risultato di aver lasciato centinaia di migliaia di persone senza acqua” “Non ci sono alternative: o viene ritirata l’ordinanza e continuiamo a prelevare l’acqua da Bracciano, o saremo costretti a partire con la turnazione o abbassamenti di pressione che riguarderanno circa 1.500.000 di romani. Se l’ordinanza resta al momento non possiamo fare altro che eseguirla, ma ci opporremo in tutte le sedi possibili per annullare questo atto”. “Lo stop fissato dall’ordinanza è alla mezzanotte di venerdì, poi avremo per due giorni i serbatoi ancora pieni. I primi effetti del divieto dei prelievi potrebbero esserci già da domenica sera e lunedì potrebbe cominciare la turnazione. Il peggio tuttavia sarà dalla fine di agosto al rientro dalle ferie”.

Il braccio di ferro fra Acea e Regione. Prelevare da altre fonti. Intanto negli scorsi giorni la Regione ha messo sul piatto anche l’ipotesi di innalzare i prelievi dalle altre quattro fonti che servono la Capitale. Per arrivare ai primi di agosto, quando — notano in Regione — il fabbisogno cala e, si spera, le precipitazioni riporteranno le riserve in sicurezza. Dalla sua, Zingaretti – ha sottolineato ai suoi – ha da promettere procedure snelle in nome del decreto sull’emergenza siccità. Tecnicamente si tratta solo di ovviare a quell’8 per cento di risorse che arrivano dal lago.

Passata la palla ad Acea, la multi utility non ha apprezzato il fatto di non essere interpellata in prima persona. “Dopo l’ordinanza emessa dalla Regione Lazio venerdì sera in modo unilaterale, che si continua a ritenere inadeguata e illegittima, Acea apprende solo dagli organi di stampa che sempre la Regione avrebbe ipotizzato un piano alternativo per ovviare alla captazione dell’acqua dal lago di Bracciano, prevedendo di utilizzare altre fonti o aumentando la portata di quelle attuali. Se la Regione volesse illustrare tali soluzioni, nelle sedi opportune, Acea sarà pronta ad ascoltare e collaborare”. Così, in una nota, il portavoce dell’Acea.

In risposta, il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, sollecita Acea a trovare una soluzione alternativa, rispetto al razionamento dell’acqua deciso dopo lo stop al prelievo dal lago di Bracciano. “Se è vero che veniva prelevato un millimetro al giorno, dire poi che bisogna levare l’acqua per otto ore a gran parte dei romani è una esagerazione”, afferma Zingaretti, che dunque chiede ad Acea, ente al 51% del Comune,”di formalizzare una proposta alternativa”. Zingaretti nelle ultime ore ha proposto di innalzare il prelievo dalle altre fonti.

 

 

 

 

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