Codacons pronto a class action contro razionamento acqua

Ieri vertice in Campidoglio. Coldiretti smentisce Saccani: emergenza idrica reale

ROMA – Se si arriverà al razionamento dell’acqua con la sospensione del servizio idrico alle famiglie, come previsto per questo weekend dopo lo stop della Regione al prelievo di acqua dal lago di Bracciano, scatterà una class action del Codacons per conto di tutti i cittadini romani cui sarà tagliata l’acqua. A farlo sapere è l’associazione dei consumatori, che interverrà al Tribunale delle acque a sostegno del ricorso di Acea contro l’ordinanza della Regione Lazio, mentre continua il braccio di ferro tra la multiutility e Zingaretti.

“Siamo pronti ad intentare una azione risarcitoria collettiva conto Regione, Comune e Acea, a favore di tutti i romani che saranno coinvolti nel razionamento dell’acqua – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo perché le famiglie pagano tariffe idriche per un servizio che deve essere garantito con continuità, e che è già soggetto a gravi inefficienze, sprechi e perdite di ogni tipo”.

In particolare il Codacons punta il dito contro i mancati interventi sulla rete che determinano oggi una dispersione di acqua pari al 45% nella sola capitale. “Vogliamo che gli utili di Acea siano destinati interamente a sanare la rete di distribuzione dell’acqua, perché le criticità hanno raggiunto livelli inaccettabili – prosegue Rienzi – Per tale motivo stiamo preparando un ricorso alla Corte dei Conti e alla Procura, affinché si obblighi l’azienda e il comune di Roma a utilizzare per i prossimi 5 anni i dividendi interamente per eliminare sprechi e perdite di condotti e tubature, senza remunerare i soci”.

Vertice in Campidoglio. Intanto ieri, dopo diversi incontri in Campidoglio fra i vertici delle parti coinvolte e presieduto della sindaca Virginia Raggi, è stata istituita una cabina di regia tra Regione e Acea con Raggi come «garante», con il compito di scongiurare il razionamento idrico per la Capitale. Data la tensione, la sindaca pentastellata ha dovuto condurre due riunioni scaglionate: la prima con Acea, un testa a testa tra partecipata del Comune e azionista di maggioranza; la seconda aperta anche alla Regione Lazio per un confronto tecnico-amministrativo. «È il momento della responsabilità – aveva detto Raggi poco prima -. Sono disponibile a stare tutto il tempo necessario a garantire l’acqua ai cittadini, soprattutto ai vigili del fuoco, case di cura e ospedali».
Siccità, Coldiretti: -73% pioggia a luglio.  Mentre per l’ingegnere Paolo Saccani, presidente di Acea Ato2, “a Roma non ci sarebbe alcuna emergenza idrica”, la Coldiretti afferma il contrario. Nei primi venti giorni di luglio, nella Capitale è caduto il 73% di pioggia in meno, peggiorando una situazione che nei primi sei mesi dell’anno aveva già visto una costante diminuzione delle precipitazioni.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi al territorio provinciale che evidenzia le ragioni dello stato di sofferenza del Lago di Bracciano, la riserva idrica – l’unica – della Capitale. L’ultimo crollo delle precipitazioni – spiega Coldiretti – segue quello del -74% a giugno, il -56% a maggio come ad aprile, mentre a marzo il calo è stato del 58%, a febbraio del 37% e a gennaio del 34% provocando una crisi idrica di portata storica.

Danni per 100 milioni di euro. Ma la situazione – sottolinea la Coldiretti – è critica in tutto il Lazio dove nella seconda decade di luglio il calo delle precipitazioni è stato pure qui del 73% dopo che a giugno era caduta il 70% di pioggia in meno ma particolarmente secchi sono stati tutti i mesi del 2017. Il risultato è una grave siccità nelle campagne dove si contano complessivamente danni per 100 milioni di euro secondo la Coldiretti, tra investimenti sostenuti per le semine, aggravio di spese per gasolio o corrente per irrigare, mancata produzione diretta di foraggio per gli allevamenti e mancato reddito. Nell`Agro Romano compromessi i raccolti di grano, carote, patate.

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