Conferenza degli ambasciatori, chiacchiere e contenuti

Domani il “circo” si trasferisce a Milano per il confronto con le imprese. L’intervento del ministro della Difesa.

ROMA – Le conferenze plenarie, si sa, raramente producono risultati operativi. Quella degli Ambasciatori italiani, in corso alla Farnesina sul tema “Sicurezza e crescita: le sfide per l’Italia e l’Europa”, non sfugge alla regola. Molti discorsi, a partire da quello del presidente Mattarella in apertura, qualche incontro bilaterale a margine, i preannunciati interventi dei ministri degli Esteri di Francia e Spagna, e poco di più.

Per giustificare il grosso (e dispendioso) impegno organizzativo, la XII Conferenza degli Ambasciatori era stata presentata dal ministro Alfano come “ una grande occasione di confronto e riflessione affinché la Farnesina, grazie alla sua rete diplomatico-consolare, possa rappresentare, sempre di più, un valore aggiunto per la sicurezza e la crescita, non solo su scala nazionale, ma anche europea”.

Dopo i primi tre giorni un po’ sonnacchiosi, la Conferenza potrebbe fare uno scatto di concretezza e finalizzazione domani quando il “circo” degli ambasciatori si trasferirà a Milano per un confronto ravvicinato con le imprese industriali, ovviamente interessate agli scenari e alle tendenze dei mercati internazionali.

Un intervento di particolare interesse è stato stamattina quello del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, sul Mediterraneo allargato, la sicurezza, la difesa europea, l’Africa e la creazione dell’Hub Nato per il Sud. Nel suo discorso Pinotti ha delineato un quadro molto chiaro delle azioni e dei progetti che, stante l’attuale scenario, il nostro paese sta portando avanti per una concreta costruzione della difesa a livello nazionale e internazionale. Il tutto partendo da un assunto fondamentale: “L’Italia è sempre pronta e aperta al dialogo”.

D’altronde le linee descritte dal ministro si ispirano ai contenuti del Libro Bianco che individua per l’Italia due regioni di interesse strategico per le proprie esigenze di difesa: l’area euro-atlantica e l’area euro-mediterranea. Guardando al Mediterraneo “allargato” il Ministro ha affermato con chiarezza che davanti alle sfide che vengono dall’Africa “continente che può diventare una risorsa per il mondo interno”, l’Italia non può essere lasciata sola.

L’occasione per rimarcare anche che l’Italia ha investito e investe energie per portare soluzioni positive per la difesa e la sicurezza del paese attraverso due strumenti principali: Difesa europea e Hub Nato a Napoli. Due facce della stessa medaglia che impongono un approccio più inclusivo, multilaterale, in controtendenza rispetto a quanto sta accadendo soprattutto negli ultimi anni durante i quali “abbiamo assistito a spinte unilaterali”.

“La situazione attuale è favorevole per compiere un passo in avanti nella costruzione di una identità europea – ha spiegato il Ministro, che ha ricordato l’impegno portato avanti con Francia, Germania e Spagna per proporre linee guida e progettualità concrete – Vogliamo arrivare all’appuntamento della Ministeriale Nato di ottobre con una robusta proposta sulla Pesco (Cooperazione Strutturata Permanente) che parta dai quattro paesi che rappresentano il 70 per cento della difesa in Europa”.

Altro tema centrale, l’Hub per il Sud: “Grazie al lavoro portato avanti dall’Italia con gli altri paesi del Mediterraneo – Francia, Spagna e Portogallo – oggi la Nato parla di sfide a 360 gradi”, ha detto il Ministro ricordando però che tutt’ora le scelte dell’Alleanza sono legate più al fronte est. Da qui l’importanza che l’apertura dell’Hub di Napoli sia sostenuta e finanziata con risorse economiche consistenti.

Rispondendo alle domande degli Ambasciatori, il Ministro Pinotti ha poi rivendicato il ruolo di “alleato affidabile e presente” in ambito Nato spiegando come l’impegno nella difesa collettiva non possa essere ridotto ad un mero calcolo economico.

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