Le guasconate del ministro Calenda

I proclami, si sa, non si addicono al carattere dei nipotini di Machiavelli. Ogni volta che abbiamo contravvenuto all’insegnamento ci siamo coperti di ridicolo. Come quando Mussolini tuonò: “Li fermeremo sul bagnasciuga!”, riferendosi alla possibilità che gli angloamericani sbarcassero in Italia. Poi sappiamo come andarono a finire le cose.

Consiglieremmo perciò sommessamente a Carlo Calenda, ministro dello Sviluppo economico, di abbassare un po’ i toni e non tirare in ballo la dignità nazionale nella prospettiva del vertice con il governo francese del prossimo 27 settembre. Altrimenti il suo “non arretriamo di un millimetro, non c’è verso che noi accettiamo il 50% dei cantieri Saint Nazaire, cioè meno di quello che avevano i coreani” potrebbe trasformarsi in una sonora burlesque.

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