Botta e risposta tra Orfeo e Anzaldi su Fazio

Fazio avrebbe posto come conditio sine qua non per il rinnovo del contratto che i diritti del format del programma “Che tempo che fa” fossero ceduti ad una società terza da lui costituita

ROMA – Dopo la bufera sul cachet di Fabio Fazio, che si aggirerebbe attorno agli 11 milioni, emergono altri particolari che fanno puntare il dito contro il presentatore Rai. Oltre ad un cosiddetto “pagamento ad ore”, che giustificherebbe il cachet secondo la Vigilanza Rai, si scopre che Fazio avrebbe posto come conditio sine qua non per il rinnovo del contratto che i diritti del format del programma “Che tempo che fa” fossero ceduti ad una società terza da lui costituita.

Le interrogazioni. I dettagli emergono dalla risposta della Vigilanza Rai alle interrogazioni presentate il 10 luglio alla Commissione di Vigilanza Rai dai deputati Fabio Rampelli e Michele Anzaldi in merito al “contratto di appalto parziale alla costituenda società Fazio/Magnolia” (L’Officina), che “prevederebbe un valore di 2,8 milioni di euro all’anno per un totale di 11,2 milioni per i quattro anni di contratto”. La Rai riveda “i contenuti del contratto firmato con Fazio” al fine di contenere le spese per ‘Che tempo che fa’. E valuti se sia o meno il caso di assegnarne la produzione a una società che “non se ne è mai occupata, non è titolare dei diritti del format e che verrebbe solo chiamata a partecipare agli utili di un contratto quadriennale non legato a risultati e ascolti”, le richieste dei deputati.

La risposta della Vigilanza Rai. “Il costo unitario del compenso si riduce del 16%”, ha risposto il 27 luglio la Vigilanza. Spiegando che “nel contratto che Rai stipulerà a settembre”, “il compenso annuo complessivo dell’artista risulta in linea con quello percepito nell’ultima stagione televisiva su Rai 3 pur in presenza di un volume di attività più elevato e destinato alla rete ammiraglia”. In particolare, si passa “dalle 110 ore” della stagione 2016/2017 alle “128 ore per la stagione 2017/2018 di programmazione su Rai 1 (di cui 96 per le prime serate e 32 per le seconde serate)”.

Inoltre, prosegue la Vigilanza, “il costo complessivo di una puntata del programma ammonta a circa 450mila euro”, inferiore a quello della stagione precedente, a fronte “di ricavi pubblicitari netti stimati attorno ai 615 mila euro”. “Se solo si considera il primo aspetto – quello dei minori costi del programma di Fazio -”, spiega, “si ottiene un risparmio annuale di 8 milioni di euro”. Mentre, “per quanto riguarda la presenza ne L’Officina di Magnolia (che vede nella propria compagine azionaria anche Vivendi, che a sua volta detiene una quota di Mediaset)”, la Vigilanza segnala che “Magnolia è una solida società del mercato con cui la Rai lavora da anni” e che “Mediaset controllava già Endemol, la società che produceva il programma”.

La Commissione di Vigilanza precisa anche che nel preliminare Fazio “ha ribadito la sua intenzione, in qualità di titolare dei diritti del format del programma”, di “cederli ad una società terza da lui costitutita” come “condizione inderogabile per la messa a disposizione di Rai del format”.

Orfeo-Anzaldi. “Di fronte alla situazione di sprechi e di ingiusti guadagni con opachi passaggi di denaro tra società esterne, agenti, conduttori e titolari di format di cui abbiamo avuto la più chiara conferma nel contratto milionario per la trasmissione di Fazio, presenterò una proposta in Parlamento che faccia diventare i principi contenuti nell’atto di indirizzo della commissione di Vigilanza contro i conflitti di interessi in Rai una vera e propria proposta di legge, che dia regole chiare al servizio pubblico e alla gestione dei soldi pubblici”.

“La Rai guadagnerà con il ‘prodotto Fazio‘”, ribatte Mario Orfeo. Ascoltato in commissione di Vigilanza, il direttore generale della Rai ribadisce che il contratto con il conduttore di ‘Che tempo che fa’ consentirà “un consistente recupero risorse nel medio e lungo periodo”, spiegando che “il costo unitario del compenso di Fazio si riduce del 16%, che il compenso annuo è in linea con quello percepito su Rai3″ a fronte di un volume più elevato di ore.

Aver rinnovato il contratto con Fabio Fazio per Orfeo è stata dunque “una scelta editoriale”. “E’ un grande talento che ritengo possa fare molto bene su Rai1, portando un linguaggio nuovo, nuova identità, nuovi riferimenti culturali. E’ una decisione strategica che ci porterà dei guadagni. Un grande affare per la Rai”, ha ribadito anticipando anche l’intenzione di procedere con il rinnovo anche del contratto di Bruno Vespa in scadenza il 31 agosto. “Il giorno dopo ci metteremo seduti al tavolo per un nuovo contratto. Io penso che debba essere rinnovato e faremo di tutto per rinnovarlo”, ha detto riferendosi al giornalista.

 

 

 

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