Paolo Simioni nuovo presidente e ad di Atac. Nominato Cda

Cda sarà composto da tre componenti. Obiettivo rendere più funzionale organizzazione azienda trasporti

ROMA – La commissione capitolina Mobilità ha dato un volto ai due membri del Cda di Atac Paolo Simioni.
Cristiano Ceresatto, capo staff dell’assessore capitolino alle Partecipate Massimo Colomban, e Angela Sansonetti sono i due componenti designati, sui quali ha espresso parere favorevole il gruppo del M5S durante la seduta odierna, presieduta dal comsigliere Enrico Stefàno. Parere contrario è stato espresso dal gruppo capitolino del Pd. Membri del collegio sindacale, elencati durante la seduta, saranno Eugenio D’Amico, Valeria Fazi, Giovanni Palomba, Fiorella Pizzetti e Giovanni Rossi.

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha indicato  Paolo Simioni come nuovo presidente e amministratore delegato di Atac. Nel corso degli ultimi sedici anni Simioni, in qualità di amministratore delegato, ha acquisito un’importante esperienza nella gestione di aziende operanti nel settore dei trasporti, in regime di concessione, e in quello della riqualificazione, valorizzazione commerciale di infrastrutture di mobilità e nel mondo Retail.

In particolare, l’esperienza è maturata all’interno di realtà complesse sia in ambito Aeroportuale, in Italia ed all’estero (SAVE / Aeroporto di Venezia SpA; Catullo /  Verona e Brescia SpA; Aertre / Treviso SpA e BSCA / Bruxelles South Charleroi Airport SA), sia in quello  Ferroviario (Centostazioni SpA – Gruppo Ferrovie dello Stato SpA), dove ha affrontato diversi progetti di business – rilancio del business, ottimizzazione della struttura di costo, miglioramento delle attività non-core, start up, turnaround.

Esce di scena, dopo pochi mesi, l’amministratore unico Manuel Fantasia. Prima di lui si era dimesso il direttore generale Bruno Rota, ed ancor prima il presidente Brandolese e l’Ad Rettighieri.

Sulla situazione di Atac e il continuo cambio del vertice si é scatenata da lungo tempo una violenta polemica politica, alimentata dalla pesante situazione finanziaria e gestionale della più grande municipalizzata del trasporto pubblico, dalle indubbie carenze del servizio reso ai cittadini e dalla raccolta di firme promossa dal Partito Radicale per la messa a gara del servizio nella Capitale.

La Giunta capitolina aveva già approvato una delibera per rendere più funzionale la governance di Atac nell’ottica di una migliore erogazione dei servizi pubblici locali. Con questo obiettivo è stata adottata una modifica nella composizione del Consiglio di amministrazione: i componenti del Cda saranno tre, optando così per la formula collegiale in luogo di quella attuale monocratica.

La variazione è stata introdotta in linea con la riforma dello statuto della società, cui ha dato il via libera l’Assemblea Capitolina con la deliberazione 149/2016 in conformità al Testo unico delle partecipate. La modifica dell’assetto societario non comporta aggravi di spesa: le norme in vigore prevedono che il cda delle partecipate non possa pesare sulle casse societarie più dell’80% di quanto costava il cda nel 2013.

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