Gala in difficoltà tratta con i creditori

La società del presidente Tortoriello ha avviato la procedura di concordato preventivo ‘con riserva’

ROMA – Il gruppo Gala, operante nel settore dell’energia elettrica, gas e dell’efficienza energetica in Italia, ha avviato la procedura di concordato preventivo ‘con riserva’.

La società, guidata sin dal 2001 da Filippo Tortoriello, attuale presidente di Unindustria, evidenzierebbe un’esposizione finanziaria che, secondo diverse fonti stampa, avrebbe raggiunto complessivamente i 4-500 milioni di euro.

In difetto di tutela cautelare civile e antitrust sulle garanzie da rilasciare ai distributori e di adeguamento di questi ultimi agli esiti delle decisioni degli organi di giustizia amministrativa, le società E-distribuzione, Unareti, Inrete e Areti hanno risolto il contratto di trasporto con il gruppo e il settore si interroga su come verrà coperto l’ammanco in questo caso, e in generale, nei casi di morosità. Allo stesso tempo, il presidente di Acea, Luca Lanzalone, ha quantificato in «qualche centinaio di milioni di euro» l’esposizione delle società, prefigurando che l’importo «ricadrà sugli utenti».

Per effetto della risoluzione dei contratti di trasporto con i principali distributori e del blocco dei portali di attivazione di nuovi ordinativi di fornitura, Consip ha contestato l’inadempimento di Gala ed ha dichiarato la risoluzione delle convenzioni per la fornitura di energia elettrica alle pubbliche amministrazioni.

Nel frattempo il 12 luglio scorso il tribunale di Roma ha respinto il ricorso di Gala contro la sentenza con cui è affermata la validità dei contratti di trasporto di E-distribuzione e Areti a dispetto dell’annullamento da parte del giudice amministrativo delle delibere in cui l’Autorità affermava lo stesso principio.

Sulla base di tutto quanto sopra descritto, la società e i suoi advisor stanno attualmente lavorando alla predisposizione di un piano concordatario improntato ad una natura prevalentemente liquidatoria, pur con la conservazione della continuità per talune limitate prestazioni. Il prosieguo di tali attività infatti scongiurerebbe l’aggravamento del passivo, per pretese risarcitorie, e consentirebbe di apportare un maggior beneficio alla procedura rispetto alla loro immediata cessazione.

Il ‘caso Gala’ è arrivato anche in Parlamento, dove il pentastellato Davide Crippa, in una sua interrogazione alla Camera, ha parlato anche di garanzie presentate dalla società a copertura del rischio di inadempienza rivelatesi poi inadeguate.

Dal 18 luglio, intanto, migliaia di utenze servite da Gala, se non sono nel frattempo passate ad un altro operatore, saranno servite in regime di ultima istanza, così come annunciato da una nota di Acquirente unico trasmessa a tutti i clienti finali di Gala.

Crippa chiede dunque ai ministri dello sviluppo economico e dell’economia e delle finanze se siano a conoscenza dei fatti della società e se gli oneri non pagati dai morosi dovranno andare nella generalità delle bollette degli utenti italiani. Se il rischio di «socializzazione» delle perdite sia una possibilità realistica e quali siano le prospettive al riguardo secondo le informazioni a disposizione dei Ministri interrogati.

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