Spid rallenta e prova il tutto per tutto con l’Inps

Sottoscrizioni in calo dopo il boom del 2016. Si punta tutto sull’Inps

ROMA – Lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale) riparte dall’Istituto nazionale per la previdenza sociale per tentare di aumentare il numero di credenziali in circolazione nel nostro paese, ben lontana dai 6 milioni di cui si parlava durante il Governo Renzi. Raggiunta quota un milione di sottoscrizioni a fine 2016, grazie allo sprint dato dal Bonus Docenti e dal Bonus Cultura che prevedeva che davano la possibilità di ottenere 500 euro, rispettivamente per formazione dei professori e per i neo-diciottenni, con il progressivo esaurirsi delle risorse sono calate anche le domande di Spid: nel 2017 Spid ha visto un sensibile rallentamento fino allo stallo attuale a quota 1,5 milioni.

Per rilanciare il sistema, il piano triennale per l’informatica nella Pubblica amministrazione 2017-2019 prescrive entro marzo 2018 per l’accesso online ai servizi della PA la “dismissione dei sistemi di autenticazione locali e l’utilizzo di SPID secondo il piano presentato dalle singole amministrazioni”. In questa strategia di “spinta” da segnalare, sul versante pubblico, il debutto di WiFi Italia, la rete federata gratuita, da cui si può accedere tramite pin unico: per chi è già in possesso di Spid l’accesso è automatico; per tutti gli altri utenti la procedura di registrazione prevede una fase di identificazione attraverso l’inserimento di alcuni dati anagrafici.

Spid scommette sull’Inps. E’ poi di pochi giorni fa la circolare dell’Inps che amplia la possibilità di accedere ai servizi non solo ai cittadini ma anche a tutti i servizi riservati alle altre categorie di utenti (intermediari, aziende, enti pubblici, ecc…) con Spid di secondo livello, che oltre alla password di accesso, prevede anche un codice temporaneo (OTP – One Time Password) generato tramite l’invio di un SMS o tramite una app sullo smartphone.

In realtà, per accedere ai servizi dell’Inps Spid è una delle tre diverse chiavi d’accesso, insieme al Pin personale fornito dall’Istituto e alla Cns (Carta nazionale dei servizi). Il che probabilmente non aiuta la diffusione capillare, tanto più che in teoria lo Spid dovrebbe essere il sistema unico di accesso a tutti i servizi della PA digitale, ma finché in circolazione ci saranno altri “concorrenti” non sarà facile convincere i cittadini già restii a munirsi delle credenziali.

Intanto il sistema bancario attende lo Spid di terzo livello, che grazie a caratteristiche più marcate di sicurezza consentirà di aprire l’accesso a nuovi servizi come quelli bancari che per ora sono esclusi. Secondo gli esperti (e non da oggi), il terzo livello di SPID (che permetterà l’accesso ai servizi tramite password + smart card) sarà anche quello più diffuso perché disegnato per garantire l’accesso ai servizi più delicati, come i pagamenti.

 

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