Poste italiane fa pulizie e rinnova i vertici

Il gruppo ha chiuso la prima metà del 2016 con 510 milioni di profitti. Svalutato di 82 milioni l’investimento in Alitalia

ROMA – Poste italiane ha chiuso il primo semestre 2017 con un utile netto di 510 milioni (-9,7%) contro i 565 dello stesso periodo del 2016, a causa tra l’altro della svalutazione per 82 milioni di euro dell’investimento in Alitalia. In più sono stati accantonati 100 milioni per eventuali rischi legati ai vecchi fondi immobiliari. I ricavi si sono attestati a 18 miliardi di euro (+2% sullo stesso periodo 2016) e il risultato operativo a 847 milioni (+0,5%), che al netto delle partite straordinarie sarebbe stato pari a 912 milioni di euro (+26%).

Per quanto riguarda i singoli comparti del gruppo integrato, la consegna di lettere e raccomandate conta sempre meno, fatta eccezione per i segmenti Corriere espresso, Logistica e Pacchi, che crescono del 8,9% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il comparto assicurativo e del risparmio gestito si conferma lo scrigno del tesoro del gruppo con 13,3 miliardi di ricavi totali, in aumento del 3,3%. Stabile invece il comparto finanziario che ha registrato ricavi per 2,8 miliardi (+0,4%).

Incassata dunque una situazione semestrale di tutto rispetto, l’ad di Poste Italiane, Matteo Del Fante, si è potuto dedicare a stringere sulle nomine di vertice del gruppo. Da Terna si è portato il suo braccio destro, Giuseppe Lasco, e gli ha affidato alcune delle principali leve strategiche del gruppo riunite nella nuova funzione di Corporate Affairs. Da lui infatti oggi dipendono, oltre agli affari legali e alla corporate assurance, la comunicazione, la tutela aziendale, gli affari regolamentari, i rapporti con le Authority e gli affari societari.

L’altra casella urgente da coprire era quella del direttore finanziario, dopo l’uscita dell’ex cfo, Luigi Ferraris, nominato ad di Terna. Dopo un’ampia ricognizione interna ed esterna, sembrava che il favorito fosse Agostino Scornajenchi, group controller di Poste e già numero due di Ferraris. Invece sul filo di lana è stato superato da Roberto Giacchi, manager della prima linea attualmente responsabile della funzione clienti corporate e P.A.

La funzione immobili e acquisti, che Del Fante si era tenuto finora ad interim, è stata affidata a Paolo Giancarelli, che arriva da Unicredit dove era responsabile del real estate. Nei giorni immediatamente precedenti era stato rinnovato il board delle società assicurative del gruppo (oltre a Poste Vita anche Poste assicura), con la nomina di Maria Bianca Farina a presidente e la nomina di Maurizio Cappiello a direttore generale.

E poi è arrivata la scelta di Andrea Novelli, ex amministratore delegato di Simest, a guidare l’altra cassaforte del gruppo, il Bancoposta, dopo che Marco Siracusano era stato spostato alla guida della nuova funzione per i pagamenti digitali.

Sistemate così le pedine più importanti del gruppo, Del Fante dovrebbe completare le residue
figure apicali dell’organizzazione ereditate dalla gestione di Francesco Caio, in particolare i responsabili delle funzioni risorse umane, servizi informativi, coordinamento e gestione investimenti, marketing strategico, servizi postali e logistica, mercato privati (la rete degli sportelli). È probabile che qualche cambiamento ci sarà anche qui rispetto agli attuali assetti. Ma se ne parlerà comunque dopo l’estate.

 

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