La rinascita del capitale sociale in Italia

Non si può prescindere da un’integrazione fra politica della casa e governo dei flussi dei migranti

di Toni Muzi Falconi

La discussione si/no sugli incentivi agli abusivi, insieme alle pur scarse notizie in merito al progetto sperimentale del Comune di Messina (https://goo.gl/P51dx2), contribuiscono a sollevare il velo sull’avvio del progetto operativo di Casa Italia (non c’è ancora nulla sul sito del Governo e non si capisce perché, ma qui c’è tutto (https://goo.gl/JdhCun)

Mentre le molte polemiche sulle più recenti decisioni in merito alle politiche di regolazione dei flussi di migranti, mi aiutano ad argomentare la stretta interconnessione tecnica, culturale, politica ed economica di quelle che, a mio parere, sono le due autentiche tragedie italiane di oggi:

• l’assenza di un governo intelligente e consapevole dei flussi migratori, una grande opportunità per un Paese che ha disperato bisogno di nuovi e giovani cittadini invece che un modo per finanziare i libici (https://goo.gl/Fd12Mp)

• l’urgenza di una cultura di resilienza del territorio poggiata sulla casa e capace di tener conto delle più recenti elaborazioni culturali intorno alle modalità di creazione del capitale sociale/relazionale, senza il quale ogni ‘costruzione’ diventa effimera come abbiamo proprio noi in Italia verificato in questi ultimi venti anni di costante declino.

Potrebbero interessarti anche