La danza della pioggia della Capitale

Le piogge di questi giorni non hanno aiutato a migliorare la situazione. Si attende per oggi la decisione di Acea sul razionamento dell’acqua

ROMA – Gli acquazzoni di questi giorni, che hanno causato non pochi problemi alla Capitale, non sono bastati a risolvere la questione del Lago di Bracciano. Come fa sapere il deputato Pd Emiliano Minnucci, sempre in prima linea su questo fronte, “la situazione del Lago non cambia, anzi peggiora di giorno in giorno. Le piogge di queste ultime ore hanno avuto impatto zero sulle pessime condizioni in cui versa il bacino che, ribadisco, per registrare un progressivo miglioramento necessita esclusivamente di uno stop definitivo delle captazioni”.

Così il deputato annuncia che sabato 9 settembre parteciperà al flash mob ‘#muiodisete’ organizzato dai cittadini dei comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano presso il lungo lago di Anguillara Sabazia alle 18.30. “Quell’interruzione – spiega – che andiamo chiedendo da mesi e che la Regione Lazio, con due ordinanze ad hoc, aveva avallato prima della sentenza del Tribunale delle acque dello scorso 14 agosto”. Per Minnucci ci sono due colpevoli in questa storia, Raggi che ha presentato il ricorso al Tsap per tentar di bloccare l’ordinanza Zingaretti, e Acea che non ha trovato soluzioni concrete al problema.

Si attende per oggi la decisione di Acea, dopo le ultime piogge, sulla necessità di avviare o meno l’annunciato piano di riduzione della pressione nelle ore notturne in 90 zone della città. Il piano potrebbe slittare e, nel caso la perturbazione di giovedì si verificasse con un altro consistente temporale, essere del tutto evitato.

Intanto la Coldiretti fa sapere che vige lo stato di calamità in almeno 11 regioni per una estate 2017 segnata dalla caduta del 41% in meno di precipitazioni che si classifica come la quarta più siccitosa di sempre, ma che conquista il posto d`onore per il caldo con una temperatura media superiore di 2,48 gradi alla media, inferiore solo a quella registrata nel 2003. E’ quanto emerge dai dati Isac Cnr che confermano l’anomalia climatica di quest’anno con oltre 125mila ettari andati a fuoco fino ad ora, che sono praticamente il triplo rispetto alla media dei 10 anni precedenti e più di 2 miliardi di danni provocati alle coltivazioni e agli allevamenti dalla siccità.

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