Anche il cinema soffre a Roma

Il ministro Franceschini annuncia un importante progetto di rilancio di Cinecittà

ROMA – Anche l’industria cinematografica che ha prodotto capolavori e reso famosa Roma in tutto il mondo da anni langue in una situazione di sostanziale abbandono. Anche le iniziative dei privati che si erano presentati come salvatori della patria si sono rivelate fallimentari. “Quest’estate si è toccato il fondo – dicono i gestori delle sale – con uno dei risultati peggiori degli ultimi anni: -24% di incassi, -23,4% di presenze rispetto a un anno fa”.

Figurarsi dunque con quanto interesse e speranza è stata accolto a Venezia l’annuncio del ministro della cultura, Dario Franceschini, di un progetto concreto di rilancio di Cinecittà e del varo dei decreti attuativi della nuova legge sul cinema. “Il tentativo adottato 20 anni fa – ha esordito senza mezzi termini Franceschini – di un mix tra pubblico e privato non ha funzionato. Il ritorno di Cinecittà in mano pubblica può sembrare oggi una scelta controcorrente, ma il progetto previsto non esclude sinergie con i privati. Non possiamo solo conservare la memoria di quanto sia stata prestigiosa Cinecittà, occorre investire risorse per il futuro del sistema audiovisivo e dei nuovi talenti, per l’internazionalizzazione del prodotto”.

L’obiettivo è quello di puntare ad un progetto di ampio respiro, che miri alla valorizzazione culturale degli spazi, alla fornitura di servizi per le produzioni audiovisive, alla realizzazione di un fulcro della creatività di livello internazionale, con possibilità di scambi e residenze, attenzione alle nuove tecnologie e alla rete.

“In questo contesto – ha annunciato il ministro – nascerà anche un grande museo del cinema italiano, un luogo in cui a fianco della storia dell’Istituto Luce e delle Teche Rai si conservi in maniera permanente la memoria della nostra grande cinematografia. Uno spazio tecnologico e multimediale, in grado di essere attrattivo per i giovani e al contempo utile per i docenti e gli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia e dei corsi di laurea in discipline delle arti, della musica e dello spettacolo”.

E che non si tratti questa volta della solita promessa astratta è stato confermato dal finanziamento già stanziato per l’intero progetto di Cinecittà. Sono previsti infatti 26,5 milioni di investimenti così ripartiti: 14,5 milioni per lo sviluppo immobiliare di due teatri; 6 milioni per la manutenzioni straordinarie dell’intero complesso; 2,5 milioni per la realizzazione del Museo; 2 milioni per la ristrutturazione delle botteghe dei mestieri; 800 mila euro per la comunicazione; 600 mila per l’area videogame e l’incubatore; 120 mila per il riallestimento di “Cinecittà si mostra”.

Anche sotto il profilo cronologico non sono state “sparate” scadenze illusorie. “Ci attendono due anni di investimenti – ha tenuto a precisare il presidente di Cinecittà, Roberto Cicutto – che io chiamo Cantiere di Cinecittà, ma il terzo anno coinciderà con il break even. Punteremo all’impiego di nuove tecnologie, accoglieremo con una favorevole politica di prezzi chi realizza opere prime e seconde, riapriremo il Laboratorio Sviluppo e Stampa – afferma Cicutto – Non siamo in competizione con altre realtà, ma vogliamo lavorare insieme ad altri, fare di Cinecittà un luogo frequentato da chi ha il know-how”.

Ad incoraggiare i rappresentanti del nostro cinema è venuto anche il sostegno della neo commissaria europea al digitale Mariya Gabriel la quale ha tenuto a ribadire “che attraverso il programma comunitario Media vogliamo sostenere la creazione, la produzione e la distribuzione dei contenuti, perché tocchino i cittadini in un momento in cui la democrazia e i valori europei sono messi di fronte ad attacchi in Europa e all’esterno”.

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