La Sapienza, studenti protestano contro numero chiuso

Il numero chiuso chiude gli sopedali, a questo grido gli studenti si sono radunati davanti al reparto di Ortopedia per protestare.

ROMA – Al via le prove di ammissione ai corsi ad accesso programmato a livello nazionale, con i test d’ingresso per medicina e odontoiatria iniziati alle 11 di questa mattina. Gli aspiranti camici bianchi sono 66.907, a fronte dei 62.695 lo scorso anno. I posti disponibili a Medicina e Odontoiatria sono circa 10.000 (9.100 per Medicina e 908 per Odontoiatria). Nei prossimi giorni toccherà agli altri corsi di laurea. Domani, 6 settembre, è prevista la prova per Medicina Veterinaria mentre è fissata per giovedì 7 quella per le aspiranti matricole per i corsi di Architettura. Mercoledì 13 settembre sono previsti i test per le Professioni Sanitarie. A seguire, giovedì 14 e venerdì 15, le selezioni, rispettivamente, per i corsi per Medicina e Chirurgia in lingua inglese e per Scienze della Formazione Primaria.

Le proteste. Contestualmente allo svolgersi della prova, davanti all’università La Sapienza di Roma e davanti a tanti altri atenei, é in corso un flash mob degli studenti che contestano il numero chiuso. La facoltà di Medicina quest’anno ha visto “un nuovo taglio da 9224 a 9100 posti – dichiara Andrea Torti, Coordinatore di Link – Coordinamento Universitario.” “La progressiva riduzione è inaccettabile e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, già colpito da un test assolutamente iniquo”.

Davanti ad Ortopedia, dove si svolge la protesta, Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell’Unione degli studenti aggiunge: “É inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi, i test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari. La sentenza di Milano sul numero chiuso a Studi Umanistici dimostra che la selezione all’ingresso è ingiusta e va abolita, servono assunzioni e finanziamenti per garantire il diritto costituzionalmente sancito di accedere ai gradi più alti degli studi”.

“Non possiamo trascurare le mancanze di medici e specialisti che già oggi si palesano nel nostro Sistema Sanitario, e che in futuro si aggraveranno notevolmente se non ci sarà un ripensamento delle modalità di accesso al corso di Laurea di Medicina e Chirurgia e del concorso di specialità attraverso l’aumento del numero delle borse e attraverso una programmazione di lungo periodo sui bisogni di salute del nostro Paese” precisa Martina Carpani, Coordinatrice della Rete della Conoscenza degli studenti. “Diciamo chiaramente che la progressiva riduzione dei posti a Medicina, con la scomparsa di migliaia di medici nei prossimi dieci anni porterà ad una vera e propria estinzione di questa figura”. E andrea Torti, coordinatore di Link sottolinea che “dopo anni di denunce da parte nostra cadute nel vuoto, anche l’Ordine dei Medici comincia a mettere in discussione questa programmazione. I tempi sono maturi per aprire un dibattito pubblico sul sistema di accesso alla formazione medica per abolire il numero chiuso”.

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