Metà dei bambini italiani non ha diritto alla mensa

Il quadro che emerge dal rapporto di Save the Children, "(Non) Tutti a Mensa 2017", è allarmante: il 48 % dei bambini italiani non ha accesso al servizio.

ROMA – Alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico emerge un dato allarmante: quasi la metà degli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado in Italia, ben il 48%, non ha accesso alla mensa scolastica. Alla base della questione l’assenza di regole condivise in materia a livello nazionale, a cui dobbiamo l’ampia disparità nelle modalità di accesso e di erogazione del servizio.

A rilevarlo è il rapporto “(Non) Tutti a Mensa 2017”, quarta edizione del monitoraggio realizzato da Save the Children alla vigilia dell’inizio dell’anno scolastico. Un’analisi delle politiche e prassi relative alla mensa in Italia, con focus sui 45 comuni capoluoghi di provincia con più di 100.000 abitanti. Fra gli indicatori presi in considerazione troviamo: la percentuale di accesso degli alunni al servizio, quella dei costi previsti da bilancio a carico delle famiglie, le tariffe, i criteri di agevolazione ed esenzione, le restrizioni e le eventuali esclusioni dei bambini dal servizio in caso di morosità dei genitori.

Un quadro allarmante. La possibilità di avere accesso alla mensa scolastica contribuisce a garantire infatti il pieno godimento del diritto allo studio, del diritto alla salute e del diritto alla non discriminazione, ma il quadro che emerge è allarmante. In 8 regioni italiane oltre il 50% degli alunni, più di 1 bambino su 2, non ha la possibilità di accedere al servizio mensa. La forbice tra Nord e Sud continua a essere ampia, con cinque regioni del Meridione che registrano il numero più alto di alunni che non usufruiscono della refezione scolastica: Sicilia (80%), Puglia (73%), Molise (69%), Campania (65%) e Calabria (63%). Un quarto dei Comuni monitorati, segnala il rapporto, non prevede l’esenzione totale dal pagamento della retta, così come le tariffe minime e massime sono disomogenee.

Un dato rilevante riguarda la presenza stessa della mensa nelle strutture scolastiche. La normativa definisce infatti ancora oggi la mensa come un servizio a domanda individuale, che dunque può essere o non essere garantito dai comuni, compatibilmente con le loro esigenze di bilancio. “La mensa invece – si legge nel rapporto di Save the Children – dovrebbe essere riconosciuta come un servizio pubblico essenziale, garantendo così la possibilità ad ogni alunno in qualsiasi comune di accedervi con le stesse possibilità.

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