Piove sul bagnato dell’Atac

Chicco Testa, che ha conosciuto da vicino i trasporti romani, suggerisce possibili vie d’uscita.

ROMA – Piove sul bagnato dell’azienda romana dei trasporti. Dopo l’approvazione del piano di risanamento collegato al concordato preventivo, i sindacati hanno dichiarato guerra e minacciano di bloccare il traffico della capitale già a partire da martedì prossimo. Ora ci si mettono i fornitori dell’azienda che, dopo l’apertura della procedura concordataria, hanno annunciato che non accetteranno più dilazioni di pagamento superiori a 30 giorni, il che significa, con lo stato attuale della liquidità finanziaria aziendale, il blocco di pezzi di ricambio, pneumatici, gasolio, ecc.

Inoltre, solo per rimanere ai fatti di stamattina, Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi-An in Campidoglio, rivela che la Raggi, dopo aver ripetuto pubblicamente in questi giorni che non ci sarà `nessun taglio al personale’, ma solo una sforbiciata ai bonus dei dirigenti, avrebbe pronta una lista di 34 licenziamenti che riguardano i lavoratori di due aziende addette alle biglietterie e ai tornelli.

Come che stiano le cose, è certo che a via Prenestina si naviga a vista, affidati nell’iter procedurale ai due advisor, il prof. Giampaolino per la parte legale e la Ernst&Young per la parte economica. Manca qualsiasi strategia di risanamento di fondo e la bussola impazzita della gestione è mossa solo dall’emergenza continua.

C’è chi prova controcorrente a disegnare un quadro di opzioni possibili e a suggerire vie d’uscita non effimere dall’impasse in cui l’azienda si trova. Tra questi c’è Chicco Testa che si dichiara scettico riguardo ai “pannicelli caldi” adoperati finora. “Se si vuole davvero salvare non la proprietà – scrive Testa sul Corsera – ma il carattere pubblico del servizio, bisogna riformare l’azienda fino alle fondamenta. Ci sono due possibilità. La prima è quella già intrapresa dall’amministrazione Rutelli/Tocci e oggi caldeggiata dai Radicali con il referendum . Un’agenzia pubblica che programmi e che affidi attraverso gare i diversi segmenti di trasporto.

“La seconda, non molto diversa ma più radicale. L’assorbimento di Atac dentro Ferrovie dello Stato, che già gestisce servizi di trasporto locale. Sempre con il Comune vigilante e titolare del servizio, ma con una drastica mutazione della cultura aziendale, del management, delle tecnologie impiegate, del rapporto con i fornitori, i sindacati, gli utenti. E con risorse finanziarie completamente diverse”.

Qualsiasi altro compromesso o intervento parziale lascerebbe intatti tutti gli altri problemi, quelli che interessano gli utenti romani, e il destino di Atac sarebbe irrimediabilmente segnato.

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