Riuniti in Vaticano i cardinali per la riforma della Curia

Assente il cardinale Pell in Australia per difendersi dalle accuse di pedofilia

ROMA – Al via oggi in Vaticano la 21esima riunione del Consiglio dei Cardinali Consiglieri, che si concluderà mercoledì prossimo, 13 settembre. Alla prima seduta potrebbe partecipare pure il Papa che giungerà nel primo pomeriggio dalla Colombia. L’organismo – istituito da Papa Francesco il 28 settembre 2013 – ha, come noto, il compito di aiutare il Santo Padre nel governo della Chiesa universale e di studiare un progetto di revisione della Costituzione Apostolica Pastor bonus sulla Curia Romana.

A questa riunione del C9 non è presente il cardinale George Pell, prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia, tornato in estate in Australia per rispondere alle accuse di pedofilia in un tribunale del paese.

“Al momento – afferma il vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro, segretario del Consiglio dei Cardinali – tre quarti del cammino sono stati già compiuti: io penso che tra qualche mese questa revisione sarà più o meno completata, poi il Papa avrà a disposizione le proposte che riguardano tutti i Dicasteri e spetterà a lui decidere come e quando attuarle. Al momento il Papa ha preferito un’attuazione graduale, facendo anche in qualche maniera una sorta di rodaggio. In qualche caso il Papa è già intervenuto per fare delle correzioni, perché nel passaggio dalla teoria alla pratica sono emerse esigenze di correzione. Francesco sta seguendo al momento il progetto di un’attuazione graduale.

“Sappiamo – continua Semeraro – che il Papa ha reso noto molto presto alcuni accorpamenti di Pontifici Consigli: diremmo che su laici, famiglia e vita c’è una sorta di omogeneità e consequenzialità tematica; il Dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale, anche questo non si accontenta di riprendere precedenti strutture, ma attua unitariamente il progetto del documento conciliare ‘Gaudium et Spes’; di grande rilevanza è anche un altro Dicastero, la Segreteria per la Comunicazione, che in precedenza era il Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali. Ma insieme con questo compito pastorale di orientamento, la Segreteria per la Comunicazione ha anche una enorme responsabilità amministrativa e per questoè un Dicastero centrale nel progetto di riforma della Curia”.

Riguardo all’esclusione di Pell, Semeraro scivola nel vago sottolineando che il Consiglio dei Cardinali non è costituito “solo per la riforma della Curia; la finalità principale, quando sarà conclusa questa fase di riforma, rimarrà il compito primario per il quale il Consiglio è stato istituito, cioè quello di collaborare o di esprimere dei consigli, dei pareri, al Papa in quelle circostanze in cui egli ritenga importante fare questa consultazione. Per esempio, è noto che molto spesso il Consiglio di Cardinali abbia portato attenzione a quella realtà molto dolorosa che è l’abuso sui minori. Questo, di per sé, non fa parte della riforma della Curia romana; eppure, il Papa ha ritenuto di ascoltare il Consiglio anche su questi passaggi. E allora, quando è il caso di precisare o di intervenire, il Papa interviene, ma con molta discrezione. Egli prevalentemente ascolta”.

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