L’incontro tra Angelino Alfano e l’omologo egiziano

Tra i temi trattati anche la vicenda Regeni.

ROMA – Avranno molto di cui parlare il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Angelino Alfano, e il suo omologo egiziano Sameh Shoukry, dopodomani Londra.

Secondo quanto riferito da fonti della Farnesina, l’incontro bilaterale è stato fissato per una disamina complessiva di diversi temi di interesse comune, tra i quali anche il caso Regeni.

Il giallo della scomparsa. A neanche una settimana dall’audizione di Alfano che sembrava aver placato gli animi, un nuovo giallo accende il faro sul caso Regeni. E’ infatti scomparso Ibrahim Metwaly, un avvocato egiziano che fa parte dell’Egyptian Commission for Rights and Freedom, l’organizzazione che rappresenta legalmente la famiglia di Giulio Regeni. L’avvocato Metwaly, che è anche padre di un ragazzo scomparso, è stato visto per l’ultima volta all’aeroporto del Cairo domenica mattina mentre stava per imbarcarsi sul volo Egyptair MS 771 diretto a Ginevra dove avrebbe dovuto intervenire a una riunione delle Nazioni Unite sul tema dei diritti umani. Il ritorno era previsto per il 16 settembre.

Un segnale di certo non incoraggiante che avviene proprio a pochi giorni dall’insediamento del nuovo ambasciatore italiano al Cairo Giampaolo Cantini, previsto per il 14 settembre: lo stesso giorno è atteso a Roma il rappresentante diplomatico egiziano.

L’audizione del 4 settembre A nulla è valsa l’audizione del 4 settembre di Angelino Alfano sul caso Regeni e sui rapporti Italia-Egitto, che tentava da una parte di tranquillizzare l’opinione pubblica sulla continua ricerca di verità sulla morte del nostro connazionale, e dall’altra ricordava quanto strategici per il nostro Paese siano gli scambi con l’Egitto.

Davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato, il ministro aveva annunciato l’avvio al Cairo di un «rapporto di collaborazione» del nostro ambasciatore Giampaolo Cantini con il collega britannico proprio sul dossier Regeni. L’Italia continuerà a sostenere in tutte le sedi la ricerca della verità sull’assassinio del giovane ricercatore Giulio Regeni, anche con l’ausilio dell’istituzione britannica per la quale Giulio stava compiendo la sua ricerca.

 

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