Vitrociset, Crociani vende ad Antonio Di Murro

L’accordo per la cessione dell’azienda informatica sarebbe già stato firmato

ROMA – Vitrociset, l’azienda informatica di proprietà di Edoarda Crociani, attiva nella difesa, spazio, sicurezza e traffico aereo, è stata ceduta. La notizia di una sua vendita imminente l’avevamo data a inizio agosto e l’accordo per la cessione, secondo fonti autorevoli, è già stato firmato.

Secondo, infatti, il blog di Gianni Dragoni ‘Poteri Deboli’, la vedova di Camillo Crociani, ex manager pubblico che guidò la Finmeccanica dal 1974 al 1976 e fu coinvolto nel caso di corruzione noto come scandalo Lockheed, avrebbe venduto l’intera società all’imprenditore Antonio Di Murro, che non opera direttamente nel mondo dell’aerospazio e della difesa, ma avrebbe attività imprenditoriali a Colleferro oltre ad essere presente nel Tecnopolo di Roma.

Di Murro è considerato vicino a Silvano Moffa, esponente politico di centrodestra, ex sindaco di Colleferro e prima ancora presidente della Provincia di Roma dal 1998 al 2003.

Non ci sono ancora conferme ufficiali, tuttavia la cessione tra Crociani e Di Murro, sarebbe avvenuta ad un prezzo di circa 50 milioni di euro per tutte le attività industriali di Vitrociset, compresi gli immobili, lo stabilimento di via Tiburtina e quello non più utilizzato di via Salaria. Gli immobili dal 28 marzo scorso sono stati scorporati dalla parte industriale con una scissione parziale e trasferiti in una nuova società, la Ciset Srl.

Entrambe le società sono controllate dalla famiglia Crociani attraverso una holding olandese. Sarebbe questa l’oggetto della cessione, con dentro le partecipazioni di controllo, pari al 98,5%, nelle imprese italiane. Questo schema creerebbe una vantaggio fiscale per il venditore, perché in Olanda le tasse sulle plusvalenze sono più basse che in Italia, in alcuni casi pari a zero.

Il passaggio di proprietà, scrive ancora Dragoni, non è ancora avvenuto. L’operazione deve ancora superare alcuni passaggi formali. Dovrà essere notificata anche al governo che può esercitare i poteri previsti dalla legge del 2012 sul “golden power” poichè l’azienda opera nella difesa e sicurezza nazionale. Il governo potrebbe imporre al compratore una serie di condizioni da rispettare, per esempio vietare il trasferimento di attività all’estero, salvaguardare le capacità tecnologiche e gli investimenti in settori delicati. Più difficile che il governo eserciti il diritto di veto, poiché l’acquirente non è straniero

Un passaggio toccherà anche Leonardo, l’ex Finmeccanica. Il gruppo pubblico detiene, infatti, l’1,5% di Vitrociset e della “sorella” immobiliare Ciset, e in base agli accordi potrebbe esercitare un diritto di prelazione. Non sembra tuttavia che ci sia l’intenzione di farlo. Sarà il nuovo a.d., Alessandro Profumo, a dire la parola definitiva.

Dopo diversi approcci andati a vuoto, dal gruppo francese Atos a un’azienda di Pomezia, la Ads, vicina a Matteo Renzi, poi i contatti con fondi di investimento, Vitrociset sembra aver trovato un nuovo approdo.

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