L’avanzata di Chikungunya nel Lazio

Il bilancio sale di giorno in giorno. Montanari: "Focolaio non Roma ma Anzio"

ROMA – Ammontano a 64 i casi accertati di Chikungunya dal Seresmi (servizio regionale sorveglianza malattie infettive), di cui ben 54 sono riconducibili a cittadini con residenza ad Anzio o che vi hanno soggiornato negli ultimi 15 giorni, città del litorale sud della Capitale dove è stato individuato un focolaio, 7 a Roma e 3 a Latina. Ma il bilancio sale di giorno in giorno, solo venerdì si contavano 47 casi.

Oggi la Regione Lazio ha convocato un vertice con i rappresentanti di Roma Capitale e delle altre amministrazioni interessate, Latina e Anzio, per verificare la correttezza delle iniziative messe in atto fino a qui. Presenti i tecnici dell’Istituto Superiore di Sanità.

Com’è possibile che la febbre tropicale abbia raggiunto la Città Eterna? Così si difende l’assessora alla Sostenibilità di Roma, Pinuccia Montanari in merito ai casi di virus Chikungunya. “A Roma disinfestazioni e derattizzazioni sono state effettuate con grande impegno. Dire o lasciar intendere il contrario è un gesto irresponsabile nei confronti dei cittadini. Il focolaio non è a Roma ma ad Anzio. Roma è stata danneggiata dalle disinfestazioni inefficaci di altri comuni laziali. Roma, con 2.875.364 abitanti ha subito 6 casi di contagio. Anzio, con 54.211 abitanti ha riscontrato 19 casi”.

“Una parte dei cittadini romani che è risultata positiva alla Chikungunya – ha aggiunto l’assessora – era stata in vacanza ad Anzio. Mentre i nostri trattamenti preventivi a bassa tossicità hanno funzionato molto meglio degli altri, ci chiediamo cosa hanno fatto le altre Amministrazioni per garantire la salute dei cittadini. La nuova ordinanza Raggi è servita per permettere gli interventi anche sul suolo privato. Nessun passo indietro e nessun ritardo da parte nostra. I trattamenti adulticidi erano già previsti. Su questo caso andremo fino in fondo, per ristabilire la verità e valuteremo tutte le azioni possibili, anche legali, denunciando il procurato allarme e la diffusione di notizie false, per tutelare l’operato dell’Amministrazione Capitolina”.

Intanto dopo il Lazio, l’Emilia Romagna e la Lombardia, il virus Chikungunya è arrivato anche nelle Marche. Si tratta di un uomo di 65 anni di Castelplanio, in provincia di Ancona, già guarito e dimesso dall’ospedale di Fabriano. Il suo caso sembra comunque legato al focolaio ‘romano’: aveva passato parte dell’estate in una città laziale dove si sono verificati altri casi. La crescente diffusione del virus però ha messo in allerta anche l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), che non esclude che nei prossimi giorni possano verificarsi ulteriori casi nel nostro Paese.

La zanzara tigre, infatti, scrivono gli esperti sul sito dell’Organizzazione, “è ormai stanziale nel bacino del Mediterraneo, ha dimostrato la capacità di sostenere focolai di Chikungunya in passato, e l’area in cui si sono verificati i casi è densamente popolata e turistica, soprattutto nei mesi estivi”. Ecco dunque che ai viaggiatori che scelgono di visitare la Penisola è consigliato un abbigliamento corretto e l’uso di repellenti.

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