Picasso. Tra Cubismo e Classicismo: 1915-1925

Dal 22 settembre al 21 gennaio 2018 alle Scuderie del Quirinale

di Maria Grazia Tolomeo

ROMA – La mostra “Picasso Tra Cubismo e classicismo:1915-1925” inaugurata alle Scuderie del Quirinale (aperta fino al 21 Gennaio), con una splendida appendice del sipario di “Parade” alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini, ci offre uno sguardo sulla capacità del grande artista spagnolo di muoversi tra correnti extraeuropee e forme mediterranee.

Il suo percorso artistico si rivolge con disinvoltura, come nessun altro, a tutti i generi, composizioni, ritratti, paesaggi, nudi, nature morte e alle diverse tecniche tempera, pastello, disegno, incisione, scultura, ceramica come si può osservare anche in mostra. Nel magnifico primo piano le grandi telelo vedono passare dalle ultime espressioni del cubismo alla passione per il mondo mediterraneo e a quella per il teatro, nel secondo, attraverso scritti, foto, cartoline, disegni, si scoprono le origini delle ispirazioni e piccole straordinarie notizie sulla personalità dell’artista.

Il 1917 è l’anno in cui viene a Roma con Jean Cocteau, ospitato all’hotel de Russie, per dipingere il sipario dei Balletti Russi di Sergej Djagilev con musica di Satie e la mostra,infatti, intende celebrare i cento anni dalla data della sua venuta in Italia, a Roma e a Napoli, sottolineando il rinnovato interesse per quel mondo mediterraneo al quale era vicino per nascita e temperamento.

Il 1917 è anche la conoscenza e l’amore per Olga, che diventerà la sua prima moglie,giovane bellissima danzatrice entrata nella compagnia dei Balletti Russi che sarà per lungo tempo la sua modella preferita. Tra lavori molto importanti che rivelano gli ultimi esiti del cubismo mostrando una tendenza all’astrazione e sguardi al pointillisme, emerge il grande ritratto di “Olga in poltrona” del 1918 che segna la fase di apertura a una figurazione che guarderà al mito e che si esprimerà con classiche forme matronali come metamorfosi delle colonne romane. Si rivela fondamentale, sia nei grandi quadri che nei disegni e nei ritratti (tra i più belli quelli del figlio Paul in veste di Pierrot o di Arlecchino) e ancora di più nei pastelli, schizzi, appunti esposti al secondo piano, il suo amore per la commedia dell’arte.

Alta testimonianza di questo interesse è il Sipario di “Parade” per la mostra posto sotto il soffitto di Pietro da Cortona dove, tra grandi tendoni rossi si muovono agilmente una ballerina, un arlecchino, e ancora giocolieri, teatranti, cavalli alati, tutto quel contesto legato alla vita circense. Questo mondo di balletti, di musica, di immagini si ritrova nella iniziativa aperta, proprio in occasione della mostra e dal titolo “LesBalletsRusses”, alla ex Dogana dello Scalo di San Lorenzo.

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