Ericsson e i licenziamenti di massa via mail

La società innalza un muro davanti ai tentativi di dialogo da parte delle istituzioni. Minnucci: "Violata la dignità umana"

ROMA – Scoprire di essere stati licenziati controllando la posta elettronica. Questo è quanto è accaduto lo scorso 21 luglio a circa 200 dipendenti della sede di Roma della nota società Ericsson, a cui si aggiungono altri 61 lavoratori della sede di Genova della stessa società.

L’azienda si sarebbe giustificata con il pretesto di una “non meglio specificata, e tanto meno giustificata, ristrutturazione di un’azienda che, peraltro, sebbene colpita anch’essa dal periodo di crisi economico generale, ha un fatturato costantemente in attivo”, ha affermato il deputato Pd, Emiliano Minnucci, in una interrogazione al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, e al Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda.

La società fa muro. Fino ad oggi sono stati inutili anche i tentativi, effettuati dai Ministri interrogati, di istituire un tavolo di confronto con la società e i rappresentanti sindacali dei lavoratori. Ericsson da parte sua si è limitata a comunicare che la ristrutturazione e il conseguente licenziamento collettivo non sono aggirabili facendo ricorso agli ammortizzatori sociali previsti a legislazione vigente, e che pertanto sarebbe stato inutile qualsiasi confronto in merito.

“Le circa 200 lettere di licenziamento recapitate a Roma, peraltro attraverso una metodologia piuttosto discutibile soprattutto con riferimento alla dignità personale di ogni singolo lavoratore, non solo sono un grave episodio occupazionale, ma rappresentano anche un grave colpo al tessuto produttivo di Roma e del Lazio, che vede svanire così ulteriori figure professionali, tra cui molte anche di un elevato livello” fa notare il deputato Pd, che chiede ai Ministri interrogati se siano a conoscenza della situazione sopra descritta e quali iniziative intendano intraprendere sia al fine di salvaguardare i lavoratori coinvolti, sia al fine di regolamentare un settore, quale quello delle telecomunicazioni, ormai caratterizzato, da una parte, da un contratto collettivo di lavoro bloccato da ben tre anni e, dall’altra, da un costante utilizzo del sistema dei licenziamenti collettivi.

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