Tra Italia e Francia una partita sempre in bilico

A Fincantieri il 51% dei cantieri Stx, ma l’1% è in prestito

ROMA – Dopo mesi di tira e molla, alla fine l’accordo si è trovato. Fincantieri otterrà il 50% dei cantieri navali Stx France a cui si aggiungerà un 1% che lo Stato francese presterà a Fincantieri per un periodo di 12 anni. Questo pacchetto in prestito “prevede appuntamenti regolari tra francesi e italiani per esaminare lo stato di salute dell’azienda comune, nonché il rispetto degli impegni assunti da entrambe le parti. Se le promesse non saranno mantenute la Francia potrà recuperare l’1% e ritirare a Fincantieri il ruolo predominante”. Se invece tutto andrà liscio, tra 12 anni il 51% diventerà definitivo.

Nel commentare l’accordo, i due capi di governo Macron e Gentiloni hanno usato toni trionfalistici. Su Stx, ha detto il premier italiano in conferenza stampa, è stato trovato “un accordo molto positivo, ottimo. Abbiamo trovato, lavorando in amicizia, una soluzione che consente al socio industriale, come è giusto che sia, di gestire l’azienda e alla Francia, come è giusto che sia, dà le garanzie su lavoro e tecnologia che aveva chiesto”. All’unisono Emmanuel Macron: “Su Stx e e sulla Lione-Torino Italia e Francia hanno vinto insieme: E’ un accordo win-win – ha aggiunto – e chi dice che è un accordo terribile voglio ricordare che fino a pochi mesi fa l’azionista di maggioranza dei cantieri era coreano”.

Come in tutti i compromessi, il bicchiere italiano è mezzo pieno e mezzo vuoto. Considerando che Fincantieri aveva acquistato regolarmente la proprietà dei cantieri Saint-Nazaire e che i ministri Padoan e Calenda avevano tuonato per mesi “mai sotto il 51%”, la “privatizzazione ad elastico”, come la chiama Le Monde, non può dirsi una vittoria. D’altronde se il governo francese avesse tenuto duro sulla nazionalizzazione, il progetto industriale sarebbe saltato completamente.

Se però dall’alba si vede il buongiorno, non c’è da stare tranquilli. L’accordo infatti stabilisce che la composizione del futuro cda di Stx preveda che 4 membri spettino a Fincantieri, 2 allo Stato francese e 1 a testa a Naval group e lavoratori. Non era ancora finita la conferenza stampa che un funzionario del governo francese faceva sapere che alla presidenza sarebbe rimasto Laurent Castaing, attuale direttore generale dei cantieri di Saint Nazaire. Fincantieri avrebbe avuto il “potere di rimuoverlo o di separare gli incarichi di presidente e amministratore delegato se lo riterrà necessario”. In serata fonti del governo italiano hanno smentito la “fake news” ribadendo che presidente e amministratore delegato saranno nominati da Fincantieri.

Comunque dopo il “finto pareggio” raggiunto a Lione, ora la partita Italia-Francia si sposta su un altro campo, quello di Tim. Oggi il cda controllato dai francesi di Vivendi (come ha decretato in maniera inequivocabile la Consob) nominerà il nuovo amministratore delegato nella persona prescelta da Bollorè, Amos Genish. Tutta la pantomima della società di cacciatori di teste che presentava una rosa di candidati serviva solo a salvare la faccia formale della nomina già fatta.

Sul piatto ci sono questioni strategiche fondamentali per il nostro Paese. Se anche questa volta non si userà il “golden power” per salvaguardare l’autonomia della rete nazionale ed internazionale delle telecomunicazioni, la partita con i cugini d’oltralpe si chiuderà con un ‘cappotto’ a loro favore.

Potrebbero interessarti anche