Il testamento di Colomban che lascia il Campidoglio

L’ex assessore alle Partecipate, pragmatico e garbato, ne ha per tutti

ROMA – Chissà se Virginia Raggi porterà martedì prossimo al tavolo di Calenda quel grande progetto “Roma Capital Mundi” che il dimissionario assessore Massimo Colomban aveva elaborato, per poi rimanere chiuso nei cassetti della sindaca. Un progetto di sviluppo e non solo di “lacrime e sangue come la mia riorganizzazione delle partecipate”.

In quel pacchetto, che non ha mai visto la luce, c’erano diverse proposte. Tra i documenti dimenticati negli uffici da sei mesi, Colomban proponeva un nuovo premio, dal titolo “Ornato pubblico”, che sarebbe stato attribuito dalla sindaca Raggi, “utilizzando una piccolissima percentuale dell’Ici, per premiare gli interventi architettonicamente e paesaggisticamente pregevoli e, nello stesso tempo, penalizzare i peggiori”. C’era il progetto intitolato “L’industria restaura l’ambiente”, che prevedeva, d’accordo con le organizzazioni datoriali, “sgravi e facilitazioni per azioni di mitigazione paesaggistica, il recupero dell’ambiente come l’installazione di pannelli fotovoltaici o solari, soprattutto sulle parti opache delle fabbriche”.

Nel passare l’ennesimo testimone ad un componente del suo staff, Alessandro Gennaro, Colomban vuota il sacco. Lo fa con garbo, senza rampogne, ma anche senza sconti per nessuno. “La Giunta Raggi si sta impegnando molto con abnegazione e sacrificio – ammonisce l’imprenditore trevigiano – ma il movimento deve cercare di perseguire l’innovazione con pragmatismo e gradualità senza danneggiare l’economia. Riguardo a questi temi ho purtroppo riscontrato molte opinioni divergenti, forse alcuni sperano nel tanto peggio per l’Italia tanto meglio per il Movimento. Queste idee mi spaventano poiché sono l’opposto di ciò che un operatore pubblico o politico dovrebbe fare: per prima cosa pensare al bene dell’Italia, della sua economia e al benessere dei propri cittadini”.

Nel confronto con Milano l’ex assessore difende la Capitale: “Non si può avere la qualità dei servizi di Milano quando le risorse pro capite sono la metà ed il territorio da servire è 7 volte più esteso; la densità 3,5 volte inferiore e quindi i servizi più dispersivi; la lunghezza delle strade è 4-5 volte più estesa; i rifiuti in kg/persona e le pulizie da provvedere sono il 30% in più poiché in Roma vengono servite giornalmente circa 4 milioni di persone a fronte di 2,8 milioni di cittadini paganti”. In sintesi: “Fino a che Roma non avrà almeno un miliardo di euro (ma per essere alla pari con Milano ne necessiterebbero due) di maggiori risorse per le infrastrutture e i servizi non riuscirà a fare miracoli”.

Ma Colomban ne ha per tutti. Per il Movimento 5S riconosce che “è una forza giovane, irruenta, innovatrice che però deve trovare il modo di evolvere verso la indispensabile professionalità e capacità governativa…..Ma non deve perdere la grande occasione, quella di evolvere da un Movimento idealista di protesta in un Movimento di proposta in difesa dei produttori, che faccia valere in parlamento le ragioni dei milioni di lavoratori veri ed onesti (del privato e del pubblico), degli imprenditori veri e non dei ‘prenditori’ o peggio dei predatori”.

Anche i romani finiscono nel j’accuse dell’ex assessore: “E’ vero, indiscusso e provato che anche i cittadini romani hanno delle colpe e delle brutte abitudini e devono necessariamente cambiare. Molti non pagano il biglietto e questo incentiva altri a non farlo causando danno enorme; solo in parte pagano le multe e/o le tasse, ma se anche tutti pagassero con le percentuali di Milano il recupero non sarebbe purtroppo sufficiente, ma è doveroso che si paghi per un servizio”.

Idem per i dipendenti del Campidoglio: “Devono produrre almeno il 20-30% in più – sostiene Colomban – e questo si potrà ottenere con leggi sul lavoro che premino la meritocrazia, disincentivino le assenze, e su questo istituzioni e sindacati hanno delle responsabilità e inoltre devono innovarsi”

E mentre un’altra colomba(n) vola via, la porta girevole del Campidoglio continua a ruotare.

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