Il carosello di nomine alla Farnesina gira sempre

In ballo questa volta le sedi strategiche di New York, Ginevra, Buenos Aires e Santiago del Cile

ROMA – Prima della pausa estiva avevamo segnalato che la Farnesina stava vivendo un momento di grande difficoltà. Con sofferenza si era riusciti a nominare gli ambasciatori a Londra, Parigi, Mosca e Santa Sede. In quell’occasione, il potentissimo segretario generale Elisabetta Belloni – vero ministro degli esteri ombra – aveva imposto i suoi candidati ad Alfano, concedendogli carta bianca sulla nomina irrituale per mancanza di titoli del suo capo gabinetto (e compagno di scuola) Fanara nella strategica sede di Tunisi. In questo contesto di grande tensione, si preferì rinviare la partita delle altre sedi in scadenza, sulle quali non si riusciva a trovare un accordo.

Nei corridoi del ministero si pensava che subito dopo l’estate il panorama politico avrebbe permesso di sdoganare finalmente le sedi escluse dalle nomine di giugno, tra cui New York, Ginevra e Buenos Aires.

La poltrona di New York è ora in bilico tra tre candidati eccellenti: Mariangela Zappia, consigliere del Premier Gentiloni, Luca Giansanti, direttore generale degli affari politici, amico del segretario generale, e Giandomenico Magliano, diplomatico della vecchia guardia, che ha già perso il treno per Londra e Santa Sede. In questa triade si va insinuando un altro temibile concorrente, Gianlorenzo Cornado, capo di gabinetto di Alfano, che potrebbe però essere dirottato sulla sede Onu di Ginevra o, più avanti, su Berlino.

Per Buenos Aires la battaglia interna al Pd vede un candidato espressione del renzismo puro, Giuseppe Manzo, che l’ex premier vorrebbe in Argentina in tempo utile per gestire le elezioni politiche in uno dei principali bacini elettorali all’estero (a maggior ragione adesso che il Rosatellum prevede la possibilità per i residenti in Italia di candidarsi anche nelle ripartizioni estere), e il bersaniano Vincenzo De Luca, direttore generale del Sistema Paese, sostenuto dal segretario generale Belloni.

Per chiudere il cerchio, spicca fra le altre la poltrona di Santiago del Cile, dove Renzi vorrebbe Niccolò Fontana, suo vicino di poltrona allo stadio Artemio Franchi, che però non ha i requisiti per l’incarico.

Questa situazione sembra destinata a protrarsi sino al 5 novembre, data delle elezioni in Sicilia, dopo le quali si delineeranno con maggiore chiarezza gli orientamenti elettorali in vista delle prossime consultazioni politiche. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, un risultato elettorale sfavorevole all’attuale compagine governativa potrebbe cambiare ulteriormente la situazione procrastinando la fase di stallo in cui versa la Farnesina.

In questa eventuale situazione, se da un lato Alfano potrebbe sentirsi slegato dai desiderata del governo e capitalizzare al massimo prima del voto, dall’altro il segretario generale Belloni potrebbe sfruttare l’occasione per riposizionarsi nel quadro post elettorale e accaparrarsi, con un’eventuale benedizione bipartisan, la poltrona di Mrs Q in stile MI5 nostrano. Le recenti norme infatti, volute da Renzi e fatte proprie da Gentiloni, sul periodo massimo di permanenza di tre anni negli incarichi apicali delle Forze armate e dei vertici dell’intelligence, potrebbero rappresentare un’occasione ghiotta per la signora della Farnesina per sostituire Pansa al Dis.

A complicare le cose è piombata sul “cubo bianco” del Foro Italico una nuova bomba: un documentato libro-dossier dell’ambasciatore Calogero Di Gesù, fondatore della Cgil della Farnesina, dal titolo “Dietro le quinte della Farnesina, cinquant’anni di illegalità, sperpero ed intrallazzi al ministero degli Esteri”, che ha acceso i riflettori su numerosissime situazioni opache in cui è rimasto coinvolto il vertice della Farnesina. Il libro, già oggetto di specifici approfondimenti da parte di quotidiani e periodici, anche stranieri, sta attirando lo sguardo dei politici e dell’opinione pubblica su un mondo, quello della diplomazia, tradizionalmente refrattario a sottoporsi al giudizio del cittadino comune.

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