La Nave dei Folli: un nuovo coniglio dal cilindro di Emmanuele Emanuele

A Palazzo Cipolla la sorprendente e stimolante mostra di Patrizia Comand

di Mario Valeri

ROMA – È davvero una scoperta curiosa e interessante l’ultima mostra allestita a Palazzo Cipolla. Si chiama “La Nave dei Folli” ed è interamente imperniata intorno a una mastodontica opera di Patrizia Comand, pittrice meneghina dal tratto quasi fumettistico che vanta un percorso interessante, che l’ha portata, tra le altre esperienze, a diventare la ritrattista ufficiale di Papa Francesco e prima ancora di Papa Ratzinger.

L’opera trae ispirazione dall’omonimo poema satirico di Sebastian Brant, pubblicato per la prima volta a Basilea nel febbraio del 1494, un testo in versi composto da 112 capitoli che hanno entusiasmato l’artista per la loro ironia e per la loro incredibile attualità. L’imponente dipinto, nel suo racconto simbolico e allo stesso tempo ironico, crea un universo visivo e narrativo originale e autonomo, dove fluttuano o danzano figure allegoriche, dai chiari riferimenti al poema di Brant ma anche alla nostra attualità. Insieme al grande dipinto sono esposti a Palazzo Cipolla i 20 disegni preparatori, riferiti ai 20 capitoli scelti, che illustrano la genesi dell’opera, sottolineano lo stile attento e preciso della pittrice e rendono visibile il legame con l’opera letteraria che l’ha ispirata.

L’iniziativa, che andrà avanti fino al 12 novembre, è promossa e realizzata dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, e cioè dall’impulso sempre sorprendente di Emmanuele F.M. Emanuele, che spiega il perché della sua scelta: “Patrizia Comand, con il suo tratto assolutamente suggestivo, provoca un’immediata sollecitazione della fantasia, catapultandoci in un grande gioco collettivo, in cui i protagonisti sembrano in qualche modo farci vivere, nella loro assoluta astrazione, in un grande sogno, come se si trattasse di uno spettacolo circense, popolato di acrobati, funamboli, clown, trapezisti. Quest’opera infatti mi ha indotto a sognare, perché è così estranea alla quotidianità rigida e plumbea del nostro tempo, incasellata in rituali anche cromatici che costantemente si ripropongono con la loro impersonalità. La Comand è per me l’artista della fantasia, elemento alla quale, nella vita, bisognerebbe sempre affidarsi per poter superare il tedio e la monotonia dell’esistenza quotidiana”.

Per i più curiosi, l’artista sembra sfidare l’osservatore a riconoscere tra i tanti personaggi in scena alcuni protagonisti dell’attualità italiana. Non mancano, infatti, alcune caricature grottesche e beffarde, tra cui quelle di Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro, Francesco Schettino, Gad Lerner e Marco Travaglio.

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