Rosatellum, la nuova legge elettorale in nove punti

No a voto disgiunto, soglia al 3% per le liste, al 10% per le coalizioni. Massimo 5 pluricandidature

ROMA – Via libera definitivo del Senato alla nuova legge elettorale, il Rosatellum bis. E’ stato approvato a larga maggioranza con 214 sì, 61 no, 2 astenuti. Il testo passa ora alla firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per autorizzarne la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che ne sancirà l’entrata in vigore e l’inizio del lavoro delegato al Governo di ridefinizione dei collegi elettorali. La nuova legge elettorale prevede un sistema misto, dalla forte impronta proporzionale.

Ecco nel dettaglio cosa prevede:

MIX PROPORZIONALE-UNINOMINALE. Il 36% dei seggi viene assegnato con l’uninominale, il 64% con il proporzionale. 231 sono quindi i seggi alla Camera e 109 quelli al Senato assegnati in collegi uninominali, vince il candidato più votato. Il resto dei seggi viene assegnato con metodo proporzionale, nell’ambito di collegi plurinominali: i listini non possono contenere un numero di candidati inferiori a 2 e superiori a 4. Le circoscrizioni sono 20 per il Senato e 28 alla Camera. Viene assegnata al governo la delega per ridisegnare i collegi.

SOGLIE. Per accedere in Parlamento è fissata una soglia d’ingresso del 3%, sia al Senato che alla Camera. Soglia che per le coalizioni sale al 10% su base nazionale. I voti dei partiti in coalizione che abbiano raggiunto la soglia dell’1% vengono ripartiti alla stessa coalizione. Sotto la soglia dell’1%, invece, i voti vanno dispersi. È vietato il voto disgiunto.

ISTRUZIONI PER L’USO SULLA SCHEDA. All’elettore viene consegnata un’unica scheda, sia per il proporzionale che per il maggioritario. Una scheda è per la Camera e una per il Senato. Sul frontespizio ci saranno le istruzioni per l’uso: viene spiegato come si vota e come saranno distribuiti i voti.

SCHEDA ANTI-FRODE. Su ogni scheda ci sarà un tagliando removibile, dotato di codice alfanumerico progressivo, che verrà rimosso e conservato dall’ufficio elettorale prima che la scheda venga depositata nell’urna.

PLURICANDIDATURE. Le pluricandidature sono consentite fino a un massimo di 5 nei listini proporzionali, non sono consentite nei collegi.

RACCOLTA DELLE FIRME. Sono esentate dalla raccolta delle firme le formazioni che siano rappresentate da almeno un gruppo parlamentare dal 15 aprile 2017 (norma ribattezzata salva Mdp).

Per i nuovi partiti o quelli che non abbiano un gruppo parlamentare sarà possibile dimezzare il numero delle firme necessarie da 1.500-2.000 a circa 750. In questo caso si tratta di una deroga valida solo per le prossime politiche. E lo stesso vale per un’altra norma: gli avvocati cassazionisti potranno autenticare le firme a sostegno delle liste elettorali.

QUOTA DI GENERE. Nei collegi uninominali e plurinominali nessuno dei due generi può essere rappresentato da più del 60% dei candidati.

ELETTI ESTERO. Si prevede che anche cittadini italiani possano candidarsi in una circoscrizione Estera. La norma è stata ribattezzata “salva-impresentabili”.

COLLEGI RIDISEGNATI DAL GOVERNO IN UN MESE. La legge delega il Governo a ridisegnare i collegi elettorali con decreto legislativo che dovrà essere approvato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della riforma.

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