Elezioni Ostia, ballottaggio M5S-centrodestra

Male il Pd, Casapound sale al 9%. Astensione record: alle urne un elettore su tre

ROMA – Per assegnare la presidenza del Municipio X di Roma, quello di Ostia sul litorale, nel quale si è votato ieri, si andrà al ballottaggio tra M5S e centrodestra: la candidata pentastellata Giuliana Di Pillo è stata la più votata con il 30,2%, seguita da quella del centrodestra Monica Picca con il 26,6%.

Decisamente staccato l’uomo del Pd Athos De Luca (13,6%), mentre il candidato di Casapound Luca Marsella arriva al 9%. Per quanto riguarda gli altri candidati, Eugenio Bellomo (Sinistra Unita) ha preso il 3,6% dei voti, Giovanni Fiori (Partito della Famiglia) l’1,3%, l’ex parroco don Franco De Donno (Lista civica Laboratorio civico X) l’8,6%, Andrea Bozzi (liste Ora e Un sogno comune) il 5,5% e Marco Lombardi (Noi del X Municipio) l’1,3%.

Complice probabilmente anche il forte nubifragio che ieri ha colpito la Capitale, e soprattutto il suo litorale, l’affluenza è stata tra le più basse mai registrate: si è recato alle urne poco più di un elettore su tre, il 36,1% (67.027 cittadini su 185.661).

“Il centrodestra guidato da Fratelli d’Italia porta Monica Picca al ballottaggio a Ostia, Municipio X di Roma. Il M5S tracolla sotto il peso dell’incompetenza della Raggi perdendo quasi 15 punti percentuali di consenso. Pd non pervenuto. Tra due settimane si vince al ballottaggio”. Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Nel X Municipio rispetto alle elezioni municipali del 2013 i voti del M5S sono raddoppiati. E’ evidente il successo dell'”effetto Raggi”. Il MoVimento si conferma la prima forza politica e prende più voti di tutti da solo”. Lo scrive su Facebook il capogruppo del M5S in Campidoglio, Paolo Ferrara.

Ora che Mafia Capitale non c’é più – almeno dopo il primo grado di giudizio – un pezzo grande di Roma torna al voto dopo due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose: il decimo Municipio, Ostia e il suo hinterland, il mare della metropoli a 30 chilometri dal centro e i quartieri residenziali o semi-abusivi (o entrambe le cose), gli scavi romani di Ostia Antica – l’altra Pompei – e le zone un tempo paludose. Circa 230 mila residenti, una città italiana di medie dimensioni: ieri sono stati oltre 185 mila gli aventi diritto al primo turno delle elezioni per scegliere il presidente e il Consiglio municipale, che si insedieranno nell’ex Palazzo del Governatorato a Ostia.

Con lo spauracchio dell’astensione, evocata come il nemico ieri da Virginia Raggi. Ed è una sfida che assume contorni di consultazione di ‘midterm’, di verifica indiretta di metà mandato per la sindaca, eletta in realtà solo un anno e mezzo fa. Nel X Municipio M5S ha ottenuto risultati strepitosi alle comunali 2016 (Raggi 46% al primo turno e oltre 76% al ballottaggio) e ci si chiede se l’andamento difficile del Campidoglio a 5 Stelle tra cambi di assessori e inchieste inciderà sull’elettorato. M5S si presenta con Giuliana Di Pillo, 55 anni, insegnante di sostegno, ex consigliere municipale di opposizione, poi delegato al litorale della sindaca.

L’avversaria più accreditata é Monica Picca di Fratelli d’Italia, professoressa di lettere al liceo, che rappresenta il centrodestra, 46 anni. Il Pd teme il crollo e deve far dimenticare l’ultimo presidente, Andrea Tassone, arrestato per Mafia Capitale e condannato a 5 anni. Ci prova con Athos De Luca, 71 anni il 15 novembre, ex senatore ed ex consigliere comunale, un passato nei Verdi. C’é poi l’incognita CasaPound con Luca Marsella, 32 anni: il movimento di estrema destra é molto attivo e punta a entrare nelle istituzioni. Ha ricevuto un imbarazzante endorsement da un esponente del clan Spada, pur promettendo lotta senza quartiere alla mafia.

In corsa anche il prete 71/enne Franco De Donno – paladino Caritas e antiracket – con una lista civica gradita alla sinistra di Mdp e Insieme. Ci sono infine il giornalista Andrea Bozzi, unico a volere Ostia comune autonomo, l’imprenditore Marco Lombardi, Eugenio Bellomo di Sinistra Unita, il Partito della Famiglia con Giovanni Fiori. In tutto 16 liste e 372 candidati per 24 posti in Consiglio municipale. I problemi del Decimo e di Ostia sono l’abusivismo edilizio e l’assegnazione delle case popolari, le concessioni degli stabilimenti balneari e i trasporti, la carenza di servizi.

Il convitato di pietra sono le mafie: le inchieste e i processi (con sentenze contraddittorie), ne hanno delineate diverse: i Fasciani, autoctoni; i Triassi, legati a Cosa Nostra; i nomadi italiani Spada e altri gruppi. Infiltrazioni che hanno portato arresti eccellenti e lo scioglimento nel 2015 del Municipio, unico a Roma. Ma passeggiando tra l’Idroscalo dove fu ucciso Pierpaolo Pasolini e l’ex Colonia Vittorio Emanuele III, l’antropologo Stefano Portelli ipotizza che “la città abbia proiettato tutto il male su Ostia per allontanarlo da sé…”.

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