Musumeci presidente. M5S primo partito dell’isola

Crollo rovinoso del Pd. Adesso si apre la partita della governabilità

ROMA – Sono state elezioni regionali, ma i dati prodotti, checché se ne dica, assumono una valenza nazionale. Vediamoli uno per uno. Ha vinto l’astensionismo, il «partito del non voto». Solo il 46,76% ha votato per l’elezione del presidente della Regione e dell’Assemblea, cioè più della metà dei siciliani ha disertato le urne.

Poi, si possono ormai dire altre verità oggettive. Nello Musumeci, il candidato della coalizione di centro destra ha vinto la partita, confermando le previsioni della vigilia. Mentre scriviamo lo spoglio non è ancora terminato ma l’esito è scontato. Resta solo da vedere lo scarto finale che separerà i due contendenti (Musumeci e Cancelleri): a un quarto del percorso i punti di distacco sono circa quattro. Se dovessero crescere ancora la performance del M5S andrebbe ridimensionata.

Resta comunque il fatto che il partito di Grillo-Casaleggio è il primo partito in Sicilia con una percentuale che si aggirerà intorno al 30/34%. Gli altri partiti, presi separatamente seguono a distanza (le stime ancora approssimative parlano del Pd  intorno al 13%, Ap: 2-5%; ‘Diventerà bellissima’ è tra il 4-7%; FI 13-16%, FDI-Lega 5-8%; Udc 6-10%; la lista che sostiene Claudio Fava 5-8%). Il risultato dunque, seppure non assicura al movimento alcuna chance di governabilità, rappresenta obiettivamente la conferma di un trend di cui molti dubitavano.

L’entusiasmo dei grillini è dunque più che giustificato. “Credo che in Sicilia stia accadendo qualcosa di straordinario – ha dichiarato l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao -. Il voto di protesta ha creato una speranza che in cinque anni di lavoro in Assemblea regionale si è tradotta in una risposta concreta, un programma che abbiamo presentato ai cittadini di tutte le categorie. Il risultato elettorale sarà l’affermazione della serietà delle proposte del movimento e della crescita stessa del movimento”.

E infine l’ultimo dato politico rovinoso: il crollo del Pd. Un candidato eccellente come il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari, non è riuscito a trascinare il partito oltre il 13/14%. Il commento amaro del sindaco di Palermo Leoluca Orlando è la più eloquente rappresentazione della debacle: “Se i dati dello spoglio daranno lo stesso risultato degli exit pool, sarà la conferma di quanto ho sostenuto in questi mesi più volte – ha detto Orlando – la divisione del centrosinistra non solo è perdente in termini elettorali, ma diventa uno degli elementi che contribuiscono alla disaffezione degli elettori verso la politica e verso l’espressione del voto. Ciò indipendentemente da chi siano i candidati”.

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