Banche, Renzi e Casini ne discutono in privato

Opposizioni scatenate. No comment da parte dei due protagonisti

ROMA – Venti minuti di faccia a faccia Che ci mettono pure la foto ricordo. Se c’era un modo per incendiare ulteriormente il pentolone delle banche il segretario del Pd Matteo Renzi non se l’è fatto sfuggire. A Firenze, nella sede del Consiglio regionale della Toscana, è andato in scena un incontro ad altissimo rischio tra il segretario del Pd Renzi e il presidente della commissione bicamerale d’inchiesta Pier Ferdinando Casini.

L’occasione è stata la presentazione di un libro su Giorgio La Pira, ex parlamentare dc ed ex sindaco di Firenze morto nel 1977. Incontro, durato una ventina di minuti, si è svolto a porte chiuse e gli stessi protagonisti non hanno rilasciato dichiarazioni, mentre fuori infuriavano le polemiche. Renzi lasciando la sede del Consiglio ha scherzato: “Devo fare la spesa”.

Le opposizioni vanno all’attacco, ipotizzando che l’incontro – come riporta Il Fatto Quotidiano – possa aver prodotto uno scambio di reciproci favori tra l’uomo che il Pd ha voluto a capo della commissione tra mille polemiche (che già la bollava come “inutile”) e il numero uno del partito in cerca di alleati in vista del voto. Una “convergenza di interessi” sospetta.

Alla testa dei contestatori c’è naturalmente il M5S: “Cosa fa Casini, che è chiaramente abituato culturalmente a trattare su tutto sottobanco, ma soltanto con le persone che per lui contano? – accusa un comunicato dei membri M5S della Commissione bicamerale. Si fa dettare un’agenda della commissione a uso e consumo del segretario Pd? O passa all’incasso, dati i suoi servigi, in vista delle prossime elezioni? Un’istituzione che si sta trasformando in una specie di talk show, perde di giorno in giorno credibilità soprattutto per i metodi di conduzione di un presidente che, come abbiamo denunciato dall’inizio, è funzionale a garantire il sistema di cui Renzi è solo un finto avversario, ma reale beneficiario”, concludono. La replica di Casini arriva in serata: “I 5 stelle stiano sereni: se ci fosse stato qualcosa di riservato non avrei visto Renzi davanti a centinaia di persone”.

Anche Sinistra Italiana va all’attacco: “Trovo allucinante che il segretario non parlamentare del Pd incontri in via riservata il Presidente della Commissione Banche Casini e all’uscita faccia trapelare che si sia discusso dell’attività della Commissione stessa e insieme di alleanze e liste elettorali. Che metodi sono questi? Dov’è il rispetto minimo per la credibilità delle istituzioni? Praticamente siamo ai pizzini mediatici”. Lo afferma il deputato  Giovanni Paglia, componente della commissione di inchiesta sulle banche.

Ma le polemiche non accennano a spegnersi, anche per la benzina che ogni giorno Renzi continua a versare. Giusto ieri l’ex premier, su Facebook, aveva commentato l’esito delle audizioni esprimendo ancora una volta le sue perplessità sul funzionamento del sistema di vigilanza. “Noi diciamo che troppe cose non hanno funzionato, e nell’audizione di Banca d’Italia e Consob a proposito delle banche popolari venete, è emerso con chiarezza – almeno nella parte della discussione pubblica – che il sistema tecnico di vigilanza e controlli non sempre è stato all’altezza”. A dimostrazione che quello è il tasto che intende battere anche in campagna elettorale.

Potrebbero interessarti anche