Antitrust, multa da 23 mln a Deloitte, Kpmg, Ernst&Young e Pwc

Secondo l’Autorità le big four si sono accordati per spartirsi una gara Consip

ROMA – Multa Antitrust da oltre 23 milioni di euro complessivi per le principali società di revisione e consulenza appartenenti ai quattro network internazionali Deloitte, Kpmg, Ernst&Young e Pwc. Le “big four”, spiega l’Autorità, hanno messo in atto “un’intesa restrittiva della concorrenza” condizionando “l’esito della gara bandita da Consip per l’affidamento dei servizi di supporto e assistenza tecnica alle Pubbliche Amministrazioni per l’esercizio e lo sviluppo della funzione di sorveglianza e audit dei programmi cofinanziati dall’Unione Europea, il cui valore ammonta a circa 66 milioni di euro”.

Si tratta di una gara indetta nel marzo del 2015 e aggiudicata nel maggio 2016. Sul piatto, per la prima volta in maniera centralizzata, l’acquirente unico ha messo la attività di controllo dei programmi sviluppati in Italia attraverso i fondi strutturali provenienti da Bruxelles: alle società di consulenza si chiedeva personale specializzato per verificare i presidi delle Pa che gestiscono i soldi pubblici ed effettuare dei controlli random sulle operazioni di rendicondazione delle spese, passaggio fondamentale per accedere ai fondi stessi e che vede l’Italia perennemente in ritardo. Un bando da circa 66 milioni di euro, aggiudicato per complessivi 42 milioni.

In particolare, si legge in una nota, l’Autorità ha “accertato che la collusione si è realizzata attraverso la partecipazione “a scacchiera” ai lotti di gara; infatti, ogni network ha presentato sconti più elevati nei lotti ad esso “assegnati” sulla base del disegno spartitorio, senza sovrapporsi sui lotti di interesse degli altri network ovvero presentando offerte di appoggio del tutto inidonee a vincere il lotto. In tal modo le imprese hanno annullato, di fatto, il reciproco confronto concorrenziale nello svolgimento della gara per spartirsi i lotti e neutralizzare la concorrenza esterna al cartello”.

L’intesa oggetto dell’istruttoria, conclude l’Antitrust, “che rientra tra le più gravi violazioni del diritto della concorrenza, è stata pienamente attuata e ha inevitabilmente influenzato gli esiti della procedura con riguardo a tutti i lotti messi a gara. Se, infatti, le strategie partecipative di tutti i soggetti coinvolti nell’intesa fossero state assunte autonomamente e, dunque, guidate da logiche di confronto competitivo, si sarebbe assistito a risultati maggiormente favorevoli per la stazione appaltante sia da un punto di vista economico, sia con riferimento al servizio tecnico oggetto della gara”.

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