I mercati finanziari puniscono Leonardo/Finmeccanica

Continua in Borsa la discesa del titolo. La “zavorra” degli elicotteri sui conti del gruppo

ROMA – Ha fatto un certo effetto negli ambienti economici e finanziari il tonfo in Borsa del titolo Leonardo/Finmeccanica che nella seduta di venerdì scorso ha perso in un colpo solo il 21,55% del suo valore. Ma se qualcuno stamattina si aspettava un rimbalzo tecnico sarà rimasto certamente deluso: dopo l’illusione di un’apertura positiva, il titolo continua a scendere e, mentre scriviamo, ha perso un altro 2%, abbondantemente sotto la soglia degli 11 euro che sembrava la “linea del Piave” del gruppo.

In effetti i risultati al 30 settembre 2017 e quelli del terzo trimestre 2017 sono stati alquanto deludenti.  I ricavi restano stabili a circa 8 miliardi di euro, mentre l’utile stimato è in caduta e la redditività complessiva in flessione per effetto degli elicotteri, che risentono di difficoltà su alcuni mercati di riferimento e della redditività di alcuni programmi.

Né sono valsi ad attenuare la delusione dei mercati i “pannicelli caldi” sparsi dall’amministratore delegato Alessandro Profumo: “La performance dei primi nove mesi dell’anno è in linea con le attese per l’aeronautica e per l’elettronica, difesa e sistemi di sicurezza; sono tuttavia emerse alcune criticità nel settore elicotteri per le quali abbiamo già intrapreso una serie di azioni”.

Troppo poco per gli investitori e per alcuni analisti finanziari, secondo i quali i profit warning emessi da banche, quali Fidentiis, Kepler, Banca Atos, Banca Imi ed Equita, avranno bisogno di arrivare almeno al primo semestre del 2018 per rivedere le loro stime.

D’altronde il comparto elicotteristico- che da fiore all’occhiello del gruppo sembra diventato una pesante zavorra – continua a condizionare soprattutto i ricavi per le difficoltà del mercato civile causate dal perdurare della crisi dell’Oil&Gas, delle variazioni di perimetro in particolare relative all’americana Drs e Fata e dell’impatto negativo del tasso di cambio £/€ (ca. 300 milioni). Difficoltà commerciali che hanno condizionato le produzioni delle macchine Agusta Westland AW189 e AW139 e causato ritardi nelle fasi di avvio delle produzioni del nuovo velivolo AW169.

Se tuttavia Profumo pensava di risolvere il problema rinnovando il vertice del settore, l’esito dell’operazione potrebbe rivelarsi addirittura peggiore del male che si vuole curare. La nomina di Gian Piero Cutillo infatti come nuovo responsabile della divisione elicotteri di Leonardo, la vecchia AgustaWestland, non ha affatto tranquillizzato i mercati.

Cutillo infatti, con una formazione ed un’esperienza decisamente finanziarie (è stato il cfo del gruppo per sei anni) succede ad un uomo di prodotto, Daniele Romiti, un ingegnere aeronautico che conosce alla perfezione elicotteri e progetti di elicotteri, di cui sa illustrare caratteristiche, pregi, difetti. Cutillo invece ne sa poco o niente e conferma l’impressione che la scelta di Profumo sia stata dettata proprio dalla necessità di ripartire dai conti. Di sovrintendere cioè al rilancio sul mercato degli elicotteri italiani, ma con un occhio privilegiato ai flussi di cassa, agli ordini, ai pagamenti, agli sconti. Solo a quel punto si potrebbe tornare a parlare di modelli, piattaforme e innovazione di prodotto.

Se la scelta di Profumo sarà stata lungimirante o meno, è ovviamente presto per dirlo. Una cosa tuttavia è certa: il mercato per ora non ritiene che la strada di risanamento imboccata sia quella giusta.

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