Figc: Ventura esonerato, Tavecchio non si dimette

Il tecnico non è più alla guida dell'Italia. Il presidente, invece, è “indisponibile alle dimissioni”. Tommasi: «Nessuna voglia di cambiamento»

ROMA – Il vertice della Federazione gioco calcio, convocato d’urgenza dopo la disfatta della nazionale esclusa dai prossimi campionati del mondo, è durato un’ora e mezza e si è concluso da pochi minuti. Gian Piero Ventura è stato esonerato, non è più commissario tecnico della nazionale. L’altro “imputato” per la disfatta, il presidente Tavecchio, si è dichiarato “indisponibile alle dimissioni”. Ad annunciarlo è stato Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori, che ha abbandonato anzitempo la riunione: «Non c’è voglia di cambiamento».

L’ex ct lascia con le tasche piene. La Figc infatti gli garantirà uno stipendio da 866 mila euro, come da contratto, fino al giugno del prossimo anno diviso in rate mensili. Si è scelta questa modalità come clausola di salvaguardia da parte della Federazione nel caso in cui Ventura dovesse trovare una nuova squadra.

L’ex ct lascia con le tasche piene.

La Figc infatti gli garantirà uno stipendio da 866 mila euro

Contro la rabbia e lo sdegno generali, c’è chi, come il presidente dell’associazione allenatori, si schiera con Ventura. Dispiaciuto per l’ex ct? “Molto – risponde Ulivieri – perché è un collega e in questo momento di difficoltà sono vicino a Gian Piero. La gara con la Spagna ha segnato questo allenatore. Ventura è un allenatore di campo, ha sempre fatto vedere un bel calcio e fossi un presidente di un club farei la corsa per ingaggiarlo. Malagò invece è stato molto inopportuno nella sua intervista di ieri. Si è fatto la domanda e si è risposto da solo. Io non lo riconosco più come mio capo. La cosa mi è garbata poco. Il presidente federale si è detto disponibile (!) ad andare avanti e adesso verrà in Consiglio federale per vedere se ha la fiducia».

Il Consiglio federale è stato convocato per il 20 novembre. “Il presidente Tavecchio porterà un programma sul quale chiederà la fiducia – ha dichiarato Cosimo Sibilia, presidente della Lega nazionale dilettanti, al termine della riunione in Federcalcio – Noi per andare avanti così? Prima vedremo cosa dirà nel consiglio federale e poi ci esprimeremo, non in modo pregiudiziale”.

Il più chiaro e determinato è stato Tommasi, presidente dell’Associazione calciatori: «Noi pensiamo che non si possa non ripartire dal rinnovo delle cariche. Bisogna andare ad elezioni con una progettualità più credibile, con nuove persone. I problemi del calcio italiano non si risolvono con l’esonero del ct, altrimenti si continuerà a rigirare la stessa minestra che è rimasta indigesta a parecchi. Ancelotti? Non lo so, noi siamo andati via dalla riunione e non abbiamo voluto sentire altro. Qualsiasi progetto passa da un passo indietro di tutto il consiglio federale, in un paese normale succede questo. La mia prima domanda – ha raccontato il presidente Aic – è stata sulle dimissioni, le altre componenti non hanno chiesto nulla, non abbiamo voluto sentire altro. Mi sembra non ci sia la volontà di ripartire da zero. Vedremo nel prossimo consiglio federale».

«Dobbiamo sfruttare questa situazione negativa per rifondare tutto il movimento», ha dichiarato il ministro dello Sport, Luca Lotti. Dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali, la rifondazione del calcio deve partire «non solo dalla Serie A o dalla B, che sono tra l’altro due leghe che non stanno eleggendo i propri vertici, e questo ci fa già riflettere, ma dalle federazioni di base, dai nostri ragazzi, dall’educazione che vogliamo dare e da come si insegna il calcio non solo ai giovani ma anche ai genitori, a chi allena nei campi di periferia. Noi – ha concluso Lotti – come politica faremo la nostra parte, altri dovranno fare le loro riflessioni».

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