Si infittisce il giallo di Vitrociset

Tra management e proprietà interpretazioni diverse sulla vendita

ROMA – Si infittisce il giallo di Vitrociset, l’azienda della famiglia Crociani, da mesi ormai al centro di ricorrenti notizie di stampa su presunte trattative per la cessione.

Oggi, dalle pagine del Sole 24 Ore, è arrivato il chiarimento dalla legittima proprietaria, Camilla Crociani de Bourbon, figlia di Edoarda e dell’ex presidente di Finmeccanica, Camillo Crociani. Camilla ha infatti dichiarato che “l’accordo per la vendita di Vitrociset con l’imprenditore abruzzese Antonio Di Murro è stato davvero firmato ma non ha avuto effetto perché l’ex manager di Avezzano non ha versato neppure un euro di quanto pattuito e il contratto è decaduto”.

Antonio Di Murro, però, sostiene di aver acquisito dalla Croci International Bv il pacchetto di controllo della Ciset. “È totalmente falso – ha precisato la Crociani. Di Murro non ha comprato assolutamente nulla. Azionista di Ciset è la società olandese Croci Bv. La vicenda è estremamente fastidiosa e possiamo solo pensare sia tenuta in vita ad arte per danneggiare, temo, Vitrociset. Nel mese di agosto lo studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners ha avuto contatti con Di Murro, che sono poi sfociati nella firma di un accordo per la cessione di Ciset. Di Murro è risultato inadempiente e quindi l’accordo si è risolto automaticamente”.

La figlia di Edoarda sottolinea infine che “anche se dopo 40 anni abbiamo deciso di vendere l’azienda, anche per questioni di priorità, l’attuale azionista di controllo della Vitrociset sono io stessa”.

In una nota di ieri invece Giacomo Cavallo, amministratore unico della Ciset Srl, la società direttamente coinvolta nell’operazione, aveva dichiarato che “non esiste alcun trattativa e/o accordo con Antonio Di Murro, o con società a quest’ultimo riconducibili, avente ad oggetto la cessione, diretta o indiretta, di azioni Vitrociset”.

Non essendoci alcuna trattativa, aggiunge Cavallo, non esiste “un diritto del Di Murro di avviare, ai sensi e per gli effetti della cd normativa italiana sulla Golden Power, qualsiasi procedura e contatto con la presidenza del Consiglio dei ministri avente ad oggetto l’acquisizione, diretta ovvero indiretta, di alcuna partecipazione nel capitale sociale di Vitrociset SpA.”

Sarebbe opportuno che all’interno del gruppo i diversi protagonisti si mettessero d’accordo dato che l’incertezza e le voci in libertà, oltre ai rumors dei giorni scorsi che si moltiplicano a gogo, creano decisamente un danno di immagine e di reputazione all’intera società.

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