Torri dell’Eur, l’ennesima “perla” della giunta Raggi

Il Tar dichiara illegittima la richiesta di 24 milioni per Roma Capitale

ROMA – I fatti erano noti da oltre un anno. La società Alfiere, la joint venture partecipata al 50% da Cassa depositi e prestiti e per l’altra metà da Tim, aveva ottenuto dalla giunta Marino il permesso di ristrutturare le Torri dell’Eur, ex sede del ministero delle Finanze, per farne il quartier generale di Telecom Italia.

Con l’arrivo però di Virginia Raggi in Campidoglio, l’allora assessore Berdini sconfessò l’operazione del suo predecessore e “in autotutela” ritirò il permesso rilasciato solo pochi mesi prima, imponendo il pagamento di 24 milioni di euro di oneri urbanistici. La mossa fu salutata come una vittoria dal M5S.

Risultato: il progetto di ristrutturazione salta, Tim (ex Telecom Italia) rinuncia a mettere all’Eur la propria sede, il Comune non vede un euro e lo scheletro delle ex Torri di Ligini, svelate, tornano alla lugubre immagine che i romani gli hanno dato, “Beirut”.

Ma la società Alfiere non si arrende e impugna la decisione della Giunta Raggi davanti al Tar del Lazio. Con la recente sentenza, i giudici amministrativi accolgono il ricorso e annullano la decisione dell’ex assessore Berdini (che nei pochi mesi che è rimasto in Campidoglio più danni di così non poteva fare).

I 24 milioni di euro che, in base alla sentenza del Tar, il Comune non incasserà sono il danno minore. “Al di là della vicenda giudiziaria – ha commentato Giovanni Caudo, assessore all’Urbanistica della Giunta Marino – pesano i 300 milioni di investimenti che mancano alla città, un quartiere lasciato nel degrado, un paesaggio che non si vede neanche a Beirut e l’albergo del Centro congressi con vista sulle Torri scorticate che non si riesce a vendere”.

Dopo le Olimpiadi, il tracollo delle municipalizzate, la svalutazione della Fiera di Roma, un’altra pennellata in color cinque stelle si aggiunge al quadro poco edificante fin qui disegnato. Un pessimo biglietto da visita, oltre tutto, per un quartiere di Roma che sarà presto mostrato in mondovisione. Già perchè proprio davanti agli scheletri di “Beirut” il 14 aprile sfileranno i bolidi della Formula E.

“Eppure era tutto chiaro, evidente fin da subito che il gioco non era quello che ci volevano far credere – conclude amaramente Caudo – purtroppo è andato tutto come previsto”.

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