Mentre si discute di web tax, l’elusione fiscale aumenta

I campioni di internet hanno evaso in 5 anni quasi 70 miliardi di tasse

ROMA – Ricavi e utili crescono, ma nessuno riesce a fermare l’enorme elusione fiscale dei giganti del web e del software. Cifre precise vengono dal rapporto Websoft – Software & web companies (2012-2017) di R&S-Ricerche e Studi di Mediobanca: in cinque anni, tra il 2012 e il 2016, gli over the top hanno evitato di pagare nel mondo in totale 46 miliardi di euro, che diventano 69 se si aggiunge Apple, che genera la maggior parte del fatturato nell’hardware.

E’ una massa che vale oltre tre volte la manovra economica che sta approntando l’Italia, un risparmio che avviene essenzialmente attraverso l’utilizzo dei paradisi fiscali (in Europa soprattutto Irlanda, Olanda e Lussemburgo) con casi limite: Facebook sull’utile prima delle imposte generato dalle attività al di fuori degli Stati Uniti ha un ‘tax rate’ dell’1%.

La chiave per tutte le multinazionali e per quelle del settore ‘websoft’ in particolare (in ordine di capitalizzazione di Borsa Google, Microsoft, Amazon e Facebook, oltre ad Apple) è gran parte degli utili viene tassato in Paesi dove la pressione fiscale è molto bassa. Merito degli accordi fra la capogruppo e le controllate con sedi diverse, con un vorticoso giro di conti.

Tutti i giganti cinesi, per non sbagliarsi, a cominciare da Alibaba e Tencent, hanno sede direttamente nelle isole Cayman

E, secondo quanto risulta nei bilanci aziendali consultati da R&S Mediobanca, tutte avevano la sede off shore già prima della quotazione in Borsa, molte già dalla loro costituzione.

Il trend dell’elusione è crescente (nel solo 2016 il settore ha risparmiato oltre 11 miliardi di imposte, contro i 7 del 2012) ma queste multinazionali sono anche le uniche a creare occupazione, con un boom dell’88% dei loro dipendenti in cinque anni: una crescita molto più elevata delle tlc (+2,5%), mentre nella manifattura l’occupazione è ferma, nell’energia è diminuita (-2%) e nelle utilities è crollata (-12%).

Nel 2016 il fatturato dei giganti ‘softweb’ è cresciuto del 20% e negli ultimi cinque anni è più che raddoppiato (+125%), con Amazon che ha rafforzato la leadership. La redditività resta altissima, in genere il doppio degli altri settori: la media del rapporto tra utili e ricavi è infatti del 14,3%, con Facebook che arriva allo spaventoso livello del 36%. Nei primi sei mesi di quest’anno i fatturati del settore continuano a correre (+21%), con solo una limatura del rapporto tra margine operativo e ricavi, passato dal 19,3% dell’anno scorso all’attuale 18%.

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