Figc, i calciatori scelgono se allearsi con Gravina o Sibilia

Da questa decisione dipenderà il nome del prossimo presidente della Figc

ROMA – Le elezioni per il nuovo presidente della Figc sono alle porte: a sfidarsi, come è noto, il prossimo 29 gennaio a Roma, saranno tre candidati: Cosimo Sibilia, numero uno della Lega Nazionale Dilettanti e senatore di Forza Italia, Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori in Federazione da oltre 7 anni e Gabriele Gravina, capo della Lega Pro e dirigente di lungo corso legato all’ex n. 1 Giancarlo Abete.

Impossibile al momento fare un pronostico sul vincitore. Parte favorito Cosimo Sibilia, dal momento che la Lega Dilettanti conta da sola per il 34% (non a caso anche il suo predecessore Carlo Tavecchio veniva da lì). Il presidente della Lazio, Claudio Lotito (la cui candidatura è saltata in extremis per mancanza di un numero sufficiente di adesioni), potrebbe portargli in dote un altro 10% (sono già arrivate le prime dichiarazioni di appoggio di alcune società a lui vicine, come Genoa e Benevento), ma il suo sostegno rischia di essere un’arma a doppio taglio: diventare il “candidato di Lotito” rischia di attirargli più sfavori che consensi. Su questo punta Gabriele Gravina, manager di lungo corso, amico dell’ex presidente Giancarlo Abete e n. 1 della Serie C: parte dal 17% della sua Lega, è il preferito dei grandi club (a partire da Juventus, Inter e il Torino di Urbano Cairo) e può trovare altri alleati sulla sua strada.

Infine Damiano Tommasi, sindacalista dei calciatori, che per il momento ha deciso di correre da solo: tanti vedono in lui l’uomo del cambiamento, ma gli ex giocatori non hanno mai goduto di grande stima nella politica del pallone.

Intanto oggi, lunedì 22, a Milano il direttivo dell’Assocalciatori sceglie se appoggiare Gabriele Gravina o Cosimo Sibilia. Da questa decisione dipenderà il nome del prossimo presidente della Figc.

Damiano Tommasi sottoporrà al Direttivo Aic le due ipotesi di alleanze cui ha lavorato nell’ultima settimana: quella con Gabriele Gravina e quella con Cosimo Sibilia, col quale Tommasi ha riscontrato «numerose convergenze».

A quasi quattro mesi dal fallimento della mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali di Russia 2018 che ha travolto come un maremoto i vertici della Federcalcio spingendo alle dimissioni Carlo Tavecchio, può accadere di tutto, anche che il Direttivo Aic chieda al suo leader di continuare a correre da solo. Di buon mattino, Tommasi incontrerà Renzo Ulivieri, che vuole spiegazioni. Ma sarà il capo degli Allenatori a dover chiarire da che parte sta.

In breve i programmi elettorali di ciascun candidato.

Il programma di Cosimo Sibilia (Lega Nazionale Dilettanti)
TRE PUNTI: ANCHE UN CAMPIONATO DI SEMIPRO’
Sibilia è stato il primo a presentare la candidatura in Via Allegri. Le sue sono sostanzialmente linee programmatiche. Tre i punti centrali: la creazione di un campionato cuscinetto di semiprofessionisti tra LND e Serie C, propedeutico al salto tra i due status; il rilancio del Club Italia, sotto la guida diretta della presidenza federale e della maglia azzurra, col coinvolgimento di grandi ex atleti o in procinto di diventarlo; l’ulteriore valorizzazione del calcio femminile.

Il programma di Gabriele Gravina (Lega di C)
SEI DIMENSIONI PER IL “NUOVO CALCIO ITALIANO”
L’elegante brochure ha per titolo “La partita del futuro-Il senso del movimento per un Nuovo Calcio Italiano”. Sono 53 pagine che affrontano 6 dimensioni: organizzativa, sportiva, economica, etica, sociale più al centro la sostenibilità. Nuove classi di età, sistema premiale, riorganizzazione dei campionati giovanili, seconde squadre, Accademie Federali in collaborazione con i club, protocollo per le scuole calcio, tecnici diplomati a tutti i livelli, progetto stadio Italia, revisione di quote e maggioranze statutarie, Club Italia strutturato come un club con area tecnica e organizzativo-amministrativa, riforma dei campionati (area pro 40 squadre, 20 in A e 20 in B, 60 club nei semipro, 162 club LND).

Il programma di Damiano Tommasi (Associazione Calciatori)
TREDICI AREE: GLI EX AZZURRI NEL CLUB ITALIA
Dettagliato, ampio, con stile più discorsivo, il suo programma “Palla al centro” affronta 13 aree d’intervento. Previste le seconde squadre in Lega Pro. Mantenimento del numero dei club (B a 20 squadre), con restringimento dei paletti d’ingresso, introduzione del Casellario Sportivo; nuove percentuali federali (più peso alla A), riforma delle legge ‘91; Club Italia modello club (presidente, Direttore, staff qualificato), con coinvolgimento di ex azzurri; rimodulazione di vincolo, sistema premiale, obbligo dei giovani tra i Dilettanti; nuovo status per il calcio femminile e Calcio a 5; riduzione dei CFT; obbligatorietà tecnici diplomati nei Settori Giovanili; Coppa Italia allargata alla Lnd.

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