Figc, la corsa alla presidenza continua

Nessun passo indietro per il momento di Damiano Tommasi. Intanto nel caos la Lega A

ROMA – La corsa al dopo-Tavecchio (lunedì 29 gennaio a Roma il voto) continua ad essere a tre: Gabriele Gravina (Lega Pro) e Cosimo Sibilia (Dilettanti) e Damiano Tommasi (Associazione calciatori) che ieri, al termine del consiglio direttivo dell’Aic, a confermato la sua candidatura.

«La mia candidatura resta – ha dichiarato il n.1 dell’Aic, Tommasi,. Siamo tutti convinti. Sappiamo com’è il sistema elettorale e sappiamo soprattutto quali sono i candidati e che quindi dobbiamo trovare il modo di fare eleggere alla presidenza Figc un ex calciatore, le difficoltà ci sono e ci saranno.

«Ho parlato con i dirigenti di società – prosegue – e c’è da capire cosa è per noi rinnovamento. Si dà per scontato che le parti siano due. Quindi noi oggi (ieri per chi legge, ndr) volevamo ribadire che sono tre. C’è anche Tommasi».

«Non è escluso che qualcuno faccia un passo indietro anche prima di domenica. È proprio una delle cose che non è stata esclusa. Ad oggi, però, non c’è perché non è chiara la situazione e bisogna scegliere i compagni di viaggio», ha aggiunto Tommasi.

«L’ultima volta che ho tirato indietro la gamba era il 2004 e sono stato fermo 16 mesi. Prima di rifarlo, quindi, ci penserò cento volte e non è certo che poi si faccia. Sono convinto che la mia candidatura abbia un suo perché». Poi conferma la linea comune con l’Aiac: «Oggi abbiamo visto Ulivieri, c’è la volontà di stare insieme».

“Tommasi va avanti con la sua candidatura? È coerente con quanto aveva deciso quando è sceso in campo: bisogna dargliene atto”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò. “Cosa succederà non lo so, certo ci si presenta molto divisi e spaccati all’assemblea: ognuno giudichi se è una cosa normale -rimarca il numero uno dello sport italiano a margine della presentazione del 6 Nazioni 2018 di rugby- A meno che qualcuno non tradisca i propri rappresentanti e decida di fare una cosa diversa nell’urna, la matematica non è una opinione: per arrivare al 51% servirà andare avanti con le votazioni, a meno che da qui al 29 gennaio non succedano cose diverse”.

Nel caos più totale intanto la Lega di A, divisa in correnti. Anche ieri un nulla di fatto, resta il vecchio statuto col quorum a 14 che paralizza tutto e non si trova l’accordo sui vertici. Cairo ha presentato la candidatura di Javier Tebas, ora n.1 della Liga di Spagna, come futuro ad. Ma Tebas chiede oltre un milione all’anno, e ha pessimi rapporti con Fifa e Uefa quando il calcio italiano (da Tavecchio ad Agnelli, da Uva a Evelina Christillin) è stimatissimo a livello internazionale. Difficile che passi Tebas.

Per la presidenza di Lega, Tavecchio non si arrende (ha l’appoggio di Lotito che punta ad un posto da consigliere federale): in corsa anche Nicoletti e Cantamessa. Non dovesse farcela l’ex n.1 della Figc punterebbe sulla Lega Dilettanti, nell’eventualità ovviamente che Sibilia venga eletto ai vertici della Figc. Venerdì altra riunione a Milano.
Oggi martedì 23, intanto si riunisce a Firenze la Giunta Coni: verrà mandata un’altra lettera di sollecito alla Figc ma ai presidenti di A poco importa, sono commissariati da 9 mesi e dopo il 29 gennaio, quando scade il mandato di Tavecchio, verranno commissariati di nuovo. Malagò ha le mani legate.

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