Ostia, colpo alla mafia degli Spada: 32 arresti

I soggetti coinvolti, dal boss Carmine a 'Zibba' Roberto Spada

ROMA – Vasta operazione di polizia giudiziaria (chiamata “Eclissi”) sul territorio di Ostia, sul litorale di Roma: carabinieri e polizia, con la collaborazione del Nucleo Speciale d’intervento del Comando Generale della Guardia Costiera, hanno arrestato 32 persone tra capi e affiliati al clan Spada.

Sono accusati, tra l’altro, di aver costituito, promosso e fatto parte di un’associazione a delinquere di tipo mafioso nel Lazio e segnatamente ad Ostia.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere (32, una persona è sfuggita all’arresto ma era già latitante) sono state emesse dal gip di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Carmine Spada conosciuto ‘Romoletto’ risulta tra i 32 soggetti bloccati nel blitz di stamane ad Ostia. Carmine – si ricorda – è il fratello di Roberto, già in carcere per l’aggressione alla troupe della Rai. Gli accertamenti sono stati condotti dai carabinieri e dalla polizia. All’operazione ha collaborato – si aggiunge – anche il Nucleo speciale intervento della Guardia Costiera che ha ricostruito l’attività economica del clan.

Un’associazione per delinquere di stampo mafioso che estende i propri tentacoli da Torvajanica a piazza Vittorio, dal litorale di Roma ai rioni storici della Capitale “si avvale della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, al fine di commettere reati di omicidio, estorsione, usura, detenzione e porto di armi e di esplosivi, incendio e danneggiamento aggravati, ed altri reati contro la persona, di traffico di stupefacenti, di attribuzione fittizia di beni e di acquisire, in modo diretto e indiretto, la gestione e comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti e servizi pubblici, il controllo di attività di balneazione sul litorale lidense, di sale giochi e di esercizi commerciali di varia tipologia, finanziandoli con il prezzo, il prodotto e il profitto dei reati di estorsione, usura e traffico di stupefacenti e per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per il conseguimento ed il mantenimento delle finalità dell`associazione”.

Il giudice Simonetta D’Alessandro descrive così la vita del clan Spada che aveva al comando il boss Carmine, 51 anni, detto ‘Romoletto’. Il gip nella complessa ordinanza di custodia ricorda i fatti di sangue, la gestione delle attività delittuose di estorsione, numerosi episodi di usura, il traffico di stupefacenti, fino alla detenzione e porto di armi da sparo oltre al controllo delle attività economiche di balneazione, ristorazione e delle sale giochi nel litorale di Ostia gestite o direttamente o tramite prestanome dall`organizzazione.

Il fratello Roberto Spada – secondo gli inquirenti – condivide con Carmine le scelte strategiche del sodalizio ed è dotato di potere decisionale. Altro fratello di Carmine è Ottavio detto ‘Maciste’ o ‘Romolo’ che opera anche in prima persona per l’esazione di somme dovute all’organizzazione a titolo di estorsione e usura. E poi si conta su Armando Spada, 51 anni, anche lui con funzioni di organizzazione dell’associazione, sovraintende al settore del controllo delle attività economiche e della gestione delle intestazioni fittizie, e svolge funzioni organizzative altresì in relazione al settore usura e estorsioni.

Secondo i magistrati della Dda un ruolo ce lo avevano anche Nando e Francesco detto ‘Ube De Silvio’, con poteri di coordinamento nel settore degli stupefacenti e delle estorsioni. Altri Spada, come Silvano e il fratello Massimiliano e poi Vittorio detto Manolo, fratello di Ottavio detto Marco, partecipano invece al sodalizio operando nei settori armi, intimidazioni e droga.

Roberto e Daniele Pergola hanno funzioni di organizzatori dell’associazione, a supporto di Carmine Spada nel controllo del territorio e del mercato della droga nell’area di Piazza Gasparri a Ostia (su delega del boss).
Nell’elenco degli arrestati figurano poi Massimo Massimiani detto Lelli, che ha funzioni di supporto nell’esercizio della violenza e nel settore degli stupefacenti, Nader Amna Saber Abdelgawad detto l’Egiziano ed Nelson Ruben Alvez Del Puerto (guardaspalle di Roberto Spada e già in carcere per l’aggressione alla troupe Rai di ‘Nemo – Nessuno escluso’) sono attivi nel settore ‘armi, violenza e intimidazione’.

Ancora, Roberto Spada detto ‘Zibba’ ed Enrico Spada detto Maciste o Macistino, figli di Ottavio detto Romolo, Francesco e Juan Carlos, figli di Armando Spada sono altri elementi del sodalizio criminoso, riscuotono somme di denaro e agiscono nel settore della droga. Altre misure cautelari sono state firmate dal gip nei confronti di Saber Maglioli, Ramy e Samy Serour, Fabio Fabi, Fabrizio Rutilo, Mauro Caramia, Mauro Carfagna, Stefano De Dominicis detto Bambino, Claudio Galatioto, Claudio Fiore, Alessandro Rossi, Roberto Sassi detto Alaskino e Carlo Franzese.

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