Il piano industriale di Profumo non supera l’esame

I mercati finanziari esprimono riserve sui dati forniti dall’ad di Leonardo. Anche i sindacati perplessi. Positivi i giudizi tecnici

ROMA – “Il 2018 sarà un anno di consolidamento e il piano industriale fornirà le basi per una nuova crescita sostenibile”. Lo ha detto Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, presentando agli analisti il piano industriale 2018-2022. Il Piano però non è stato accolto positivamente a Piazza Affari, dove il titolo è sceso fino ad essere sospeso per eccesso di ribasso a causa della conferma delle stime di crescita per il 2017, già riviste al ribasso a novembre. Dopo il tonfo di ieri del 12%, a mezzogiorno di oggi il titolo continuava a perdere il 2,56%, sotto quota 10 euro (9,66).

A pesare sul giudizio negativo degli investitori, ci sono le nuove previsioni che vedono una stima per gli ordini di 11,3-11,7, contro i 12 miliardi annunciati a novembre scorso, a causa delle tempistiche legate ad un contratto di export per il C27J. Per quest’anno il gruppo stima di raggiungere ricavi nel range di 11,5-12 miliardi di euro e un ebita di 1,075-1,125 miliardi. Il flusso di cassa operativo è atteso a circa 100 milioni, mentre l’indebitamento netto di gruppo è stimato in circa 2,6 miliardi di euro.

“Il 2017 – ha ammesso l’amministratore delegato – è stato un anno deludente: abbiamo avuto un mercato debole nel settore degli elicotteri. Ora vogliamo creare delle aspettative realistiche. Vogliamo riprenderci per accelerare il nostro percorso di crescita. Leonardo sta entrando in una nuova fase dove i nostri mercati di riferimento stanno crescendo del 6%”, superando la congiuntura economica internazionale degli ultimi anni caratterizzata da budget per la difesa in contrazione e da forti criticità in alcuni segmenti, in particolare l’ala rotante.

Per il settore elicotteri, infatti, si spera che il peggio sia oramai alle spalle, almeno da un punto di vista strategico. “Sono state affrontate, con specifiche azioni mirate, le difficoltà temporanee – fa sapere Gian Piero Cutillo, responsabile della divisione elicotteri di Leonardo -, confermando la fiducia nei punti di forza che lo contraddistinguono. Gli elicotteri sono un business di eccellenza a livello internazionale con una solida strategia di prodotto ci aspettiamo grandi risultati già nel breve periodo, visto che il mercato è in crescita e noi siamo ben posizionati, sia nel segmento civile sia in quello militare”.

Per quanto riguarda il settore elettronica per la difesa e aeronautica, tra quelli chiave indicati dall’azienda, Profumo ha spiegato che la prima è  un “grandissimo settore”, sottolineandone l’importanza specie nel  militare, attraverso la produzione di radar, segmento questo dove Leonardo “vuole continuare a fornire soluzioni chiave”. Per l’aeronautica, l’amministratore delegato ha ricordato la partecipazione di Leonardo a programmi internazionali come Eurofighter e l’F-35. Profumo ha parlato anche di aviazione civile, dove è stimata una crescita tra il 3 e il 7%. Previsioni rosee anche nel settore militare, soprattutto grazie agli investimenti di Stati Uniti e Regno Unito. Anche l’area Asia-Pacifico presenta “opportunità di sviluppo”.

Gli analisti finanziari a cui è stato presentato il piano industriale hanno espresso, come si è visto, diverse perplessità sul futuro del gruppo dell’aerospazio. “I target sul 2018, come pure quelli di breve periodo, non sono esaltanti”, ha spiegato un’analista nel corso dell’incontro con Profumo. Il fatto è che gli analisti, già scottati dal taglio della guidance 2017, sono rimasti delusi dalla prospettiva che il 2018 sarà un anno di consolidamento e del fatto che non sono state date indicazioni su possibili operazioni di acquisizioni.

Il succo del ragionamento degli analisti è che i target sul 2017 sono stati sì confermati, ma nella parte bassa delle forchette indicate a novembre (quando c’era già stato un profit warning che aveva fatto crollare il titolo) e cioè ricavi tra 11,5 e 12 miliardi, Ebita tra 1,05 e 1,1 miliardi e free operating cash flow tra 500 e 600 milioni.
Una nota positiva è arrivata invece dagli esperti di banca Akros per i quali qualche buona notizia per Leonardo potrebbe arrivare dagli Stati Uniti, beneficiando della proposta dell’amministrazione Trump di aumentare le spese militari del 7% nel 2019. Per Leonardo d’altronde il mercato americano rappresenta una quota del 20% dei ricavi totali.

Preoccupazioni sono arrivate anche dal mondo dei sindacati. “Siamo preoccupati per l’indeterminatezza che risalta dalle potenzialità emerse dal piano industriale di Leonardo come, purtroppo dimostra la conseguente caduta del titolo in Borsa – ha fatto sapere il leader Uilm, Giovanni Contento – Non tutto ciò che abbiamo ascoltato è negativo perché risaltano positivamente il potenziamento della rete commerciale, l’attenzione al cliente, l’allargamento a Paesi e mercati oltre il consueto perimetro”.

“Ma la lista di quel che non va è lunga – ha sottolineato Contento – Le linee indicate dall’Amministratore delegato risultano generiche, quasi ecumeniche, al punto che le potrebbero condividere in molti, ma non chi il settore in questione lo conosce in profondità. Si potrebbe ironizzare che siamo in presenza di posizioni buone per tutte le stagioni. Ma il momento è difficile, perché mai come ora risulta urgente identificare strategie precise per reggere la concorrenza internazionale e non arretrare”.

Di segno diverso il giudizio del generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa e già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica:  “A giudicare da quanto emerso fino ad ora, mi sembra che il Piano presenti concetti manageriali e obiettivi corretti. L’aspetto più positivo della strategia è il rilancio delle iniziative commerciali internazionali, che – ha aggiunto Tricarico – non può che essere accompagnato dall’auspicio che abbia successo”. La nuova struttura commerciale ideata da Profumo è affidata a Lorenzo Mariani, chief commercial officer del Gruppo. “La scelta di Mariani come interprete di questo rilancio non può che trovarci d’accordo”, ha rimarcato Tricarico. Secondo il generale, il nuovo attivismo internazionale potrebbe essere alimentato anche dalla chiusura, con assoluzione, delle vicende giudiziarie che hanno coinvolti gli ex manager dell’allora  Finmeccanica, Giuseppe Orsi e Bruno Spagnoli.

Eppure, secondo il generale Tricarico, nel Piano presentato da Profumo mancano alcune partite. “Non ho visto scritta la parola Europa, anche se oggi pare che sia proprio questo il contesto in cui l’industria dell’aerospazio e della difesa sia chiamata a scendere in campo autonomamente per non essere al traino dei progetti franco-tedeschi”. Tra questi, a preoccupare è soprattutto l’ipotesi di un nuovo caccia di quinta generazione sviluppato congiuntamente da Parigi e Berlino. “Se è questo il primo grande progetto della difesa europea siamo sulla strada completamente sbagliata. “E’ importante – ha concluso Tricarico – che Leonardo faccia una ricognizione accurata di integrazione con il governo, il ministero della Difesa e le Forze armate, dei progetti che servono ad esse, e su questi metta in campo tutte le risorse che possiede”.

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