La Lazio perde la sua grande occasione

Sconfitta in casa col Genoa, mette a rischio il terzo posto in classifica

ROMA – Ieri poteva essere la grande occasione della Lazio: una partita agevole, quella col Genoa, che avrebbe messo quattro punti tra la squadra di Inzaghi e l’Inter e cinque sulla Roma. Si sarebbe trattato di una bella ipoteca sulla Champions League.

E invece sappiamo come è andata a finire. Una delle più brutte partite di questo campionato per i biancoazzurri, il portiere del Genoa praticamente in vacanza, Felipe Anderson in campo per 20 minuti irritante, fischiato dai tifosi, Nani assente, il Var che questa volta risparmia alla Lazio il “cappotto”.

Il commento di Simone Inzaghi, primo responsabile della débacle, è stupefacente: “Era una partita da pareggiare, eravamo stanchi, avremmo dovuto gestire con più oculatezza la fase finale dell’incontro”.

L’osservazione non fa onore all’intelligenza tattica di Inzaghino (di cui si era già cominciato a dubitare ai tempi della ostinata riproposizione di Bastos, costata almeno 3-4 punti in classifica alla Lazio). Ma come, hai l’attacco più prolifico del campionato, ambisci ad un posto nell’olimpo del calcio europeo, giochi in casa contro un avversario di bassa classifica e punti al pareggio come risultato ideale? Ti mancano due pedine essenziali come Milinkovic Savic e Lulic e chi metti per sfondare il prevedibile catenaccio dei liguri: un mediocre centrocampista come Murgia, invece di un attaccante in aiuto di Immobile.

La grande occasione ormai è sfumata e, come diceva Oscar Wilde, “ciò che non abbiamo osato, abbiamo certamente perduto”. Rifletta l’allenatore sui propri errori, invece di cercare pretestuose fughe in avanti.

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