Separazione societaria della rete di Tim

Giudizio positivo del ministro Calenda sulla proposta dell’amministratore delegato

ROMA – L’amministratore delegato di Tim, Amos Genish, ha incontrato questa mattina il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda al quale ha presentato una proposta di separazione societaria della rete di Tim, che resta comunque controllata al 100% dal gruppo di telecomunicazioni. “È un passo da giganti – ha detto Genish al termine dell’incontro – nell’assetto regolatorio italiano ed è anche il più avanzato a livello europeo. Abbiamo presentato una ipotesi di evoluzione volontaria del modello di separazione della rete, risultato dell’importante lavoro di collaborazione avviato con l’Agcom”.

“Si tratta – ha aggiunto Genish – di una proposta che porterebbe alla creazione di una entità legale separata controllata al 100% da Tim con un alto livello di corporate governance. La proposta è in fase di valutazione preliminare e dovrà comunque essere vagliata dal Cda di Tim, presumibilmente il prossimo 6 marzo”.
Se approvato definitivamente, il progetto – secondo l’amministratore delegato di Tim –  segnerebbe una svolta epocale creando un modello di parità di trattamento di tutti gli operatori, unico in Europa. Rafforza ulteriormente la parità di accesso alla rete mantenendo prioritari la qualità del servizio e gli investimenti che garantiranno il proseguimento della copertura a banda ultralarga del Paese e il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’agenda digitale europea 2025″.

Anche da parte del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, il giudizio sulla proposta di societarizzazione della rete Tim è molto positivo. “È un dato epocale – ha detto Calenda – perché di questa cosa si parla da 20 anni e per la prima volta viene presentato un piano razionale, articolato che prevede una societarizzazione della rete.

Vorrei ringraziare Genish – ha aggiunto Calenda – che ha fatto un buon lavoro in poco tempo, coraggioso ed ha contribuito a rasserenare il clima con il governo”. Il ministro ha spiegato come ci sia ancora “lavoro da fare perché è un percorso che inizia ma per la prima volta c’è un progetto di societarizzazione della rete e per noi è un passaggio importante per avere una rete sicura, aperta e capace di intercettare gli investimenti sulla rete perché è essenziale approfittare delle potenzialità del digitale”.

Calenda ha aggiunto che il passaggio “indicato da Genish con la società Netco che ha dentro la rete sarà poi presentato al board e a valle del board lavoreremo insieme per prendere tutte le decisioni, ma è comunque un lavoro molto significativo”. Quanto alla possibilità che la governance contempli un rappresentante istituzionale nel board della nuova società, Calenda ha spiegato: “La normativa sul golden power prevede una persona di gradimento nel board di Tim e così sarà anche nella nascente società della rete”.

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