Anche l’ippica rischia di scomparire a Roma

La lite senza fine tra il Comune e il gestore dell’ippodromo delle Capannelle

ROMA – A metà maggio, se non interverranno fatti nuovi, la società Hippogroup che gestisce lo storico ippodromo delle Capannelle dovrà restituire l’impianto al Comune che ne è proprietario. I contendenti sembrano decisi a non mollare le rispettive posizioni, mettendo così a rischio non solo la stagione di corse al trotto e al galoppo, ma il posto di lavoro di tutti i dipendenti.

La società lamenta la grave crisi che ha colpito l’ippica italiana, per effetto della quale hanno chiuso numerosi ippodromi e si sono dimezzati tutti i fattori produttivi del settore: corse, premi, cavalli, operatori, scommesse, ecc. Negli ultimi dodici anni sono stati investiti nell’ippodromo romano oltre 11 milioni di euro tra capitali e perdite d’esercizio, che non sono valsi tuttavia ad evitare momenti difficilissimi, tra cui un “concordato in continuità aziendale” e pesanti ristrutturazioni organizzative che hanno comportato tagli occupazionali.

Per uscire dalla crisi, la Hippogroup ha presentato un piano di intervento e sviluppo del Parco di Capannelle, redatto dallo Studio d’architettura OBR di Milano e presentato dagli attuali gestori al Comune nel 2014 e mai autorizzato. Il progetto mirava a sviluppare attività collaterali all’ippica, in grado di generare risorse utili a mantenere l’equilibrio economico, non raggiungibile con le sole corse.

Dice sconsolato il presidente di Hippogroup, Tomaso Grassi: “Da tanti anni gestiamo un ippodromo di proprietà di Roma Capitale per conto del ministero delle Politiche Agricole. Non dovrebbero tali soggetti collaborare per salvare l’ippica romana e permetterle di ottenere i migliori risultati a livello nazionale e internazionale?”.

L’Amministrazione comunale invece è di parere contrario. Con determinazione dirigenziale del 17 novembre scorso ha deciso di non procedere alla proroga del contratto, diffidando la società di gestione a rilasciare l’impianto entro il 15 maggio. La giunta capitolina intende procedere infatti ad un nuovo bando per l’affidamento dell’intero compound (160 ettari di terreni) e l’organizzazione della stagione ippica 2018 (!).

L’assessore allo Sport, Daniele Frongia, su questo punto sembra molto determinato a non arretrare. “Sul falso presupposto di una crisi generale dell’ippica, si continua a parlare a sproposito – sostiene l’assessore 5S – Hippogroup riceve infatti annualmente dal MIPAF e dai circuiti per le riprese tv oltre 4 milioni di euro solo per il galoppo e il trotto, in aggiunta agli ingenti contributi alle società di corse, scommesse e montepremi. Oltre a questo, Hippogroup ha goduto anche, questa volta a carico di tutti i cittadini, di un incredibile sconto del canone, grazie alla Giunta Alemanno, di appena 66.000 euro l’anno per oltre 160 ettari di impianto, sede anche di importanti eventi internazionali”.

Il Campidoglio insomma pare che voglia tenere la posizione: niente proroga alla HippoGroup che, se lo desidera, potrà partecipare al futuro bando alla pari con tutti gli altri eventuali concorrenti. Al tempo stesso l’amministrazione capitolina dà la priorità al lavoro e in tal senso fa sapere che punta ad una soluzione  che inserisca nel capitolato “una clausola di salvaguardia dei lavoratori”. Ciò significa che si va  verso un nuovo bando con l’impegno, per il futuro concessionario, di mantenere gli attuali livelli occupazionali.

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