Calenda, esasperato, chiude il Tavolo per Roma

Il comportamento della Raggi, fatto di “incompetenza e arroganza”, non permette di andare avanti

ROMA – Si chiude così, con la porta sbattuta in faccia alla sindaca di Roma, l’ultima speranza di trovare le risorse, la collaborazione delle istituzioni e la progettualità necessarie ad invertire il ciclo degradante della Capitale. Il “Tavolo per Roma”, che il ministro per lo Sviluppo economico, Carlo Calenda, aveva aperto lo scorso ottobre coinvolgendo tutte le forze produttive della Regione, si chiude definitivamente nell’ignominia per la contumacia della prima cittadina.

Le ultime battute di questa vicenda sciagurata hanno un sapore kafkiano: Calenda invia una lettera alla Raggi dove parla del rischio di ridurre ulteriormente i fondi a disposizione del Tavolo a un miliardo di euro per mancanza di progetti e proposte “cantierabili”. Per tutta risposta la sindaca replica provocatoriamente che “se questo miliardo fosse vero lo avremmo inserito in bilancio, dove non posso inserire né parole, né promesse”.

La misura è ormai colma. Dopo mesi di tergiversazioni, mancati appuntamenti, proposte stravaganti, sgarbi istituzionali e personali, il ministro dello Sviluppo economico sbotta: “La risposta della sindaca – scrive in una nota – conferma che l’unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse è quella di chiudere il tavolo. Non posso che rilevare – prosegue – che siamo di fronte a un combinato disposto di incompetenza e arroganza che non avevo mai sperimentato. Andremo avanti con la Regione con i progetti che non dipendono da questa amministrazione”.

Calenda è uomo d’onore, non è iscritto ad alcun partito, non è candidato alle prossime elezioni. Se è arrivato a gettare la spugna si vede che ha perso ogni speranza di poter rovesciare il piano inclinato in cui Roma scivola da anni. L’obiettivo del tavolo, come si ricorderà, era quello di provare a rilanciare l’imprenditoria in città attraverso l’accesso al credito delle piccole e medie imprese romane, un piano di investimento per l’innovazione e ricerca, il rilancio del turismo con il potenziamento delle strutture ricettive (puntando ad attirare a Roma alcuni dei 50 eventi mondiali ancora in corso di assegnazione), la creazione di un hub dell’aerospazio per far crescere la filiera tecnologica romana e quello dello sport, lo sblocco di grandi cantieri come l’ex caserma Guido Reni e gli ex Uffici delle Dogane a San Lorenzo.

Niente! L’immobilismo della giunta Raggi, che già aveva fatto “vittime” illustri come le Olimpiadi, le Torri dell’Eur, la Fiera di Roma, la fuga di banche e grandi imprese dalla Capitale, continua a colpire irrimediabilmente i destini di questa città. La conclusione di Calenda è sconsolata: “Evidentemente la sindaca ritiene di non aver bisogno di aiuto. Speriamo per la città che sia così”. Ma tutti sanno, ahinoi, che non è così!

“Ho lanciato questo tavolo su richiesta dei sindacati con spirito propositivo – ha poi spiegato Calenda in una nota – Ho più volte dichiarato sin dall’esordio che i problemi di Roma vengono da lontano e che non sono imputabili all’attuale amministrazione”. Oltre agli stanziamenti messi a disposizione dal Governo e dalla Regione, “il Mise ha dedicato un team di 20 persone per seguire i progetti del tavolo di lavoro. Dopo mesi scanditi da una totale assenza della Sindaca e da proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde formulate anche sulla base di errori di aritmetica, mi pare che non ci sia più alcun senso nel continuare questo lavoro. Ieri ho spiegato alla Sindaca per iscritto e nel dettaglio a che punto sono i progetti del tavolo Roma e quali sono le tante inadempienze e ritardi del Comune invitandola ad un incontro ristretto con il Presidente Zingaretti”.

Senza risposte concrete, les jeux (mauvaise) sont faits! Purtroppo le vicende elettorali in corso obbligano il M5S a fare ancora quadrato intorno alla sindaca. “Nessuno tocchi Virginia Raggi” è l’ordine di scuderia del movimento, senza capire che a far danni a se stessa e, soprattutto, alla città ci pensa brillantemente da sola. Resta solo da domandarsi fino a quando dovrà durare la quaresima della nostra città.

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