Corte Costituzionale, Viganò nuovo giudice

Il Quirinale brucia i tempi per la Consulta. C’è ora da eleggere un altro giudice e il presidente

ROMA – Subito dopo l’uscita di Paolo Grossi dalla Corte Costituzionale, dove ha trascorso nove anni di cui gli ultimi due da presidente, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato il quattordicesimo giudice. E’ Francesco Viganò, docente di diritto penale alla Bocconi di Milano, esperto di diritto comunitario, direttore della rivista giuridica “Diritto penale contemporaneo”, un “giovane” di 52 anni che sposta indietro l’orologio biologico della Corte.

Se Mattarella ha agito con straordinaria tempestività, dall’altra parte c’è l’assurda lentezza del Parlamento, che dal 7 novembre del 2016 deve provvedere a sostituire l’avvocato penalista Giuseppe Frigo, di area Pdl, lasciando Corte a ranghi ridotti, 14 anziché 15 giudici. Le Camere dovevano sostituirlo, ma alla settima seduta, il 20 luglio dell’anno scorso, si sono arrese. Tra i partiti non c’era l’accordo. Il Pd non voleva ridare quel posto al Pdl, ma neppure a M5S.

Tutto rimandato a dopo le elezioni, quando sicuramente Forza Italia si candiderà per la sostituzione. Con ogni probabilità il nome gettonato sarà di nuovo quello dell’avvocato Franco Coppi, anche se lui ha dichiarato più volte di non essere interessato.

Nel frattempo, sempre dopo il 4 marzo, la Consulta dovrà eleggere il suo nuovo presidente. Sembra scontato che prevarrà ancora una volta il criterio dell’anzianità. In questo caso il presidente sarà Giorgio Lattanzi, un fine giurista, ex presidente della sesta sezione penale della Cassazione ed ex direttore degli Affari penali del ministero della Giustizia.

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