Anche in Vaticano crescono le rivendicazioni femministe

"Voices of Faith": una conferenza internazionale per rivendicare ruoli di leadership per le donne

CITTA’ DEL VATICANO – Complice l’umore riformista innescato da Papa Francesco, crescono in Vaticano le rivendicazioni “femministe”, che avranno oggi, otto marzo, il loro apice con una conferenza internazionale ospitata dalla Curia generalizia dei gesuiti per rivendicare ruoli di leadership per le donne nella Chiesa cattolica.

Fin dall’inizio Jorge Mario Bergoglio ha sottolineato l’importanza delle donne. “E’ necessario ampliare gli spazi di una presenza femminile più incisiva nella Chiesa”, aveva detto nella intervista programmatica di inizio Pontificato alla Civiltà cattolica. “Maria, una donna, è più importante dei Vescovi. Dico questo perché non bisogna confondere la funzione con la dignità. Bisogna lavorare di più per fare una profonda teologia della donna. Solo compiendo questo passaggio si potrà riflettere meglio sulla funzione della donna all’interno della Chiesa. Il genio femminile è necessario nei luoghi in cui si prendono le decisioni importanti. La sfida oggi è proprio questa: riflettere sul posto specifico della donna anche proprio lì dove si esercita l’autorità nei vari ambiti della Chiesa”.

Molti sono stati gli interventi del Papa in questi anni. “Mi preoccupa – ha detto ancora di recente – il persistere di una certa mentalità maschilista, perfino nelle società più avanzate, dove si consumano atti di violenza contro la donna, trasformandola in oggetto di maltrattamento, di tratta e di lucro, come pure di sfruttamento nella pubblicità e nell`industria del consumo e del divertimento. Mi preoccupa anche che, nella stessa Chiesa, il ruolo di servizio a cui ogni cristiano è chiamato, scivoli a volte, nel caso delle donne, verso ruoli più di servitù che di vero servizio”.

Il Papa ha anche preso alcune decisioni, a partire da una serie di nomine: Barbara Jatta direttrice dei Musei Vaticani, Paloma Ovejero vicedirettrice della sala stampa, suor Luzia Premoli nella Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, Gabriella Gambino e Linda Ghisoni sottosegretarie del dicastero Laici, famiglia e vita, da ultimo suor Carmen Ros Nortes sottosegretaria della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata.
Sotto il Pontificato di Francesco, ancora, ha preso corpo la consulta femminile promossa dal cardinale Gianfranco Ravasi. Nell’era Francesco sono state archiviate due visitazioni apostoliche “ostili” che erano state promosse negli anni precedenti nei confronti delle religiose statunitensi.
Soprattutto, stimolato dalle domande di un gruppo di religiose, il Papa ha incaricato una commissione di studiare l’ipotesi del diaconato femminile.

Tutti passi che non sciolgono, però, lo scetticismo di chi vorrebbe un riformismo più accentuato o sospetta che il Pontefice argentino non abbia, per età o sensibilità, piena contezza della questione femminile. Oltre al diaconato alle donne negli ambienti più progressisti del cattolicesimo mondiale torna, ciclicamente, l’ipotesi dell’ordinazione sacerdotale per le donne, di donne cardinali, o, almeno, di una donna a capo di un dicastero della Curia romana o nel consiglio dei cardinali del Papa, il cosiddetto C9. Le resistenze, ben oltre Bergoglio, sono molte.

Ma ora, sarà la stagione riformista aperta da questo Papa, sarà l’ondata di #metoo, il movimento di protesta femminile iniziato contro le molestie sessuali partito a Hollywood a ottobre scorso con le rivelazioni sugli abusi del produttore Harvey Weinstein e proseguito in tutto il globo come denuncia della subalternità in cui ancora oggi sono costrette molte donne, anche nella Chiesa le donne alzano la voce.

Sull’inserto femminile dell’Osservatore Romano, Donne Chiesa Mondo, Marie-Lucile Kubacki ha recentemente raccolto le testimonianze di suore che, anonimamente, denunciano di essere spesso ridotte a domestiche dei cardinali.

Oggi, in occasione della festa delle donne, si svolge un convegno di donne cattoliche di tutto il mondo, Voices of faith, giunto alla V edizione, per chiedere al Papa e alla Curia romana di dare maggiore peso alla presenza femminile nei processi decisionali della Chiesa.

L’appuntamento, intitolato “Why Women Matter”, perché le donne sono importanti, “è parte di un movimento più ampio”, ha spiegato Mary McAleese, ex presidente della Repubblica d’Irlanda, nel corso di una conferenza stampa: “Le donne ora stanno parlando, con autorità e anche con solidarietà, su un ventaglio di questioni che hanno colpito le donne, che sono state trascurate da strutture patriarcali, e ora c`è una presenza istruita, abbiamo i social media, siamo interconnesse e globalizzate in modi mai visti prima e quindi siamo in grado di offrire l`un l`altra solidarietà e sì, si può dire che è un momento ‘mee too’ per la Chiesa”.

La Chiesa “è a un incrocio”, ha detto McAleese, le donne provano “esasperazione e frustrazione” e “si aspettano e domandano un ruolo maggiore” ed “è incredibile che così tanti anni dopo il Concilio Vaticano II e la dichiarazione dei diritti dell`uomo ancora non lo si faccia: non siamo – ha proseguito in trasparente riferimento a una battuta di papa Francesco – la fragola sulla torta, siamo il lievito nel pane, e senza di esso la torta della Chiesa si sgonfia. Molte donne se ne stanno andando, non da Cristo né dal Vangelo, ma da una Chiesa maschile. Come dice l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin, la principale causa del sentimento di alienazione per la Chiesa in Irlanda oggi è il basso livello delle donne, non gli abusi sessuali o la ‘Humanae vitae'”.

L’incontro, che l’anno scorso si era svolto nella Casina Pio IV, dentro i giardini vaticani, sarà ospitato quest’anno presso la curia generalizia dei Gesuiti a partire dalle 14 di questo pomeriggio. Nei mesi scorsi, ha ricordato Chantal Goetz, managing director di Voices of faith, è stato presentato al Dicastero vaticano responsabile di Laici, Famiglia e Vita, guidato dal cardinale statunitense Kevin Farrell, un panel con gli interventi di 11 donne, ma il Vaticano ha depennato tre nomi, tra cui appunto Mary McAleese. Mossa giudicata inaccettabile dal board dell’organizzazione, che ha deciso di svolgere comunque l’evento con tutte le speaker previste. “Ma non vedo perché negli anni prossimi non si possa tornare a riunirsi in Vaticano”, ha detto Goetz. “Ho ancora speranza nel Papa”.

Potrebbero interessarti anche