Il Campus Bio-Medico raddoppia le sue strutture

90 ettari dedicati a didattica, ricerca e assistenza. Bandito un concorso internazionale per architetti

ROMA – Quando, più o meno dieci anni fa, l’Università Campus Bio-Medico realizzò il suo centro polifunzionale dalle parti di Trigoria, i cittadini del quartiere inizialmente si misero in allarme, temendo forse nuove speculazioni edilizie in una zona periferica già molto difficile, venuta su in barba ai piani regolatori. Si ricredettero molto presto: il Campus non solo valorizzò le risorse naturali della riserva di Decima Malafede, ma si accollò l’onere di migliorare la viabilità del quartiere realizzando svincoli e rotonde a beneficio dell’intera comunità.

In questi giorni il Campus, che ha preso vita 25 anni fa su impulso dell’Opus Dei, ha annunciato di voler raddoppiare nel corso dei prossimi anni le cubature della sua struttura, dando il via a un grande concorso internazionale che ha coinvolto una trentina di studi di architettura in tutto il mondo, per poi arrivare a scremarne sette, che hanno già iniziato a lavorare ognuno al proprio progetto.

Per il Campus Bio-Medico si tratta di una delle sfide più importanti della propria storia: nasceranno nuovi spazi destinati alla didattica, alla ricerca e all’assistenza medica, con un impatto positivo sulla cultura universitaria e sulla ricerca scientifica, anche in termini di indotto e di benefici per il territorio.

Nei giorni scorso si è svolto un workshop di presentazione del concorso alla presenza dei sette studi selezionati e degli enti che hanno patrocinato l’evento, tra cui comune, regione, ministero dello Sviluppo Economico e ministero dei Beni Culturali.

“Agli studi finalisti chiediamo due progetti – chiarisce il direttore generale di Campus Bio-Medico Spa, Domenico Mastrolitto – il masterplan sui 90 ettari per il raddoppio del Campus e il progetto sui primi 20mila metri quadri, immediatamente edificabili, che daranno vita a un simulation center, a nuove aule per l’ateneo e a una serie di spazi dedicati alla bassa intensità di cura per i degenti del policlinico”.

Fiducioso, anche se con la dovuta prudenza istituzionale, l’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Luca Montuori: “Va fatto un plauso per il metodo adottato dal Campus Bio-Medico, con l’idea di bandire un concorso del genere, che darà vita a un progetto concreto, che naturalmente dovrà dimostrare nel tempo la sua sostenibilità, soprattutto nel modo in cui si dovrà insediare nel complesso territorio di Trigoria. Un’ambizione importante, dal punto di vista del Comune, perché offre strumenti e spazi alla nutritissima comunità scientifica, la più grande d’Europa, che Roma ospita”.

La posa della prima pietra, se tutto andrà come ci si augura, si avrà tra la fine del 2019 e i primi mesi del 2020.

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