Banner
Banner

Gio

15

Nov

P.A.
La Corte dei conti tira le orecchie alla Sogei Stampa E-mail

Cannarsa_SogeiCristiano Cannarsa, ad di SogeiBene sulle prestazioni di lavoro fornite nel biennio 2010-2011. Richiami severi invece sulla governance della società

 

 

ROMA - Il giudizio complessivo della Corte dei conti sull’operato della Sogei è sostanzialmente positivo. La Società Generale di Informatica, partecipata dal ministero dell’Economia per prestare servizi strumentali all’esercizio delle funzioni pubbliche attribuite al Mef ed alle Agenzie fiscali, “ha fornito adeguate risposte in termini di efficienza ed efficacia, pur essendo ancora alti, ad avviso della Corte, gli ambiti delle potenzialità ancora non del tutto espresse”.

Sotto il profilo strettamente economico-finanziario, Sogei non ha manifestato, nel biennio 2010-2011, criticità di rilievo. Il valore della produzione infatti è stato in crescita rispetto al 2009 (in lieve decremento nel 2011 rispetto al 2010); il margine operativo lordo, che era stato di oltre 73 milioni di euro nel 2009, è stato di 87 milioni di euro nel 2010 e di 84,5 nel 2011. La Società ha prodotto utili per 28,7 milioni nel 2010 e 26,4 nel 2011, mentre il patrimonio netto è sceso dai 152,2 milioni del 2010 ai 150 dell’anno dopo.

Anche sul piano delle prestazioni il bilancio può definirsi positivo. Per il Dipartimento delle finanze, infatti, Sogei nel 2011 ha realizzato il portale del Federalismo Fiscale, mentre per l’Agenzia delle Entrate le principali linee di intervento hanno riguardato il supporto alle aree strategiche di prevenzione e contrasto all’evasione. L’Agenzia delle Dogane, attraverso il servizio telematico, ha ricevuto l’anno scorso circa 2,7 milioni di elenchi riepilogativi degli scambi intracomunitari di beni e servizi e per l’Agenzia del Territorio, attraverso la piattaforma Sister sono stati trasmessi ed elaborati circa 2,8 milioni di atti. Infine per l’Agenzia del Demanio, i principali interventi di Sogei hanno riguardato la realizzazione di strumenti di supporto alla gestione degli immobili di proprietà dello Stato.

Fin qui dunque il massimo organo di controllo amministrativo ha avuto sostanzialmente poco da eccepire. Sul piano della “governance” societaria invece il giudizio è assai più severo dato che occorrono “maggiore stabilità del vertice e connessa stabilità organizzativa che consentano alla Società di porre in essere politiche aziendali di lungo periodo, le sole in grado di garantire scelte strategiche per il perseguimento di consolidati obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità”.

Nel freddo linguaggio burocratico, si fa riferimento alle vicende giudiziarie vissute da Sogei l’anno scorso e non ancora definite. E non è casuale che le problematiche rilevate abbiano riguardato contratti “segretati”: venendo meno – dice la Corte - i caratteri di trasparenza, di pubblicità e di concorrenzialità, essi possono costituire occasione favorevole per la genesi di comportamenti deviati. Tale considerazione ha suggerito al nuovo amministratore delegato, Cristiano Cannarsa, di dar vita ad una disciplina interna della quale ora dovrà essere verificata la puntuale applicazione. Ma anche gli organi di controllo devono prestare una speciale attenzione nei confronti dei contratti in questione, anche munendosi per quanto necessario del Nulla Osta di Sicurezza (Nos).

Sta di fatto che tutto questo ha dato avvio all’ennesimo turn over al vertice della Società. Federico Maurizio d'Andrea, che era stato chiamato alla presidenza di Sogei nell'agosto 2011 dall'allora ministro Giulio Tremonti proprio per “ripulire” la società dalle disavventure legate agli appalti, si è dovuto dimettere. Stessa sorte era toccata all’amministratore delegato Marco Bonamico, legato all'ex consigliere politico di Tremonti, il plurindagato Marco Milanese, sostituito appunto il 23 luglio scorso dal nuovo Consiglio di amministrazione composto da Cristiano Cannarsa, come presidente e amministratore delegato, e due soli consiglieri, avv. Arturo Betunio e Giuseppe Peleggi.

Non muta dunque la nemesi al vertice di Sogei che semina vittime a ripetizione, a cominciare da quelle dell’era Visco, che aveva chiamato alla presidenza Gilberto Ricci e Valerio Zappalà, che dopo il cambio della guardia a via XX Settembre vennero sostituiti nel 2008 dall’ad Aldo Ricci, a sua volta sacrificato. Un “balletto indecoroso” che la stessa Corte dei conti ha severamente (e inutilmente) censurato e che sarebbe costato ai contribuenti la bellezza di 11 milioni di euro tra liquidazioni, stipendi, esodi incentivati e così via.

 

Tappeto Rosso

Al Palazzo delle Esposizioni

Alighiero-BoettiL’arte a Roma negli anni '70

Roma diventa la protagonista di una racconto puntuale ed esaustivo dei fenomeni artistici degli anni Settanta