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20

Set

Politica
Partito democratico, alla resa dei conti Stampa E-mail

Epifani_sliderIl segretario del Pd, Guglielmo EpifaniData e regole del Congresso, oggi e domani l'Assemblea nazionale. Il punto di maggiore dissenso riguarda la tempistica dei congressi regionali. Grande assente all’assemblea il premier Letta

 

 

 

ROMA - Inizieranno alle 17, presso l'Auditorium di via della Conciliazione, i lavori dell'Assemblea nazionale del Pd chiamata a esprimersi sulle modalita' e gli obiettivi del prossimo Congresso del partito. La relazione introduttiva e' affidata al segretario Guglielmo Epifani che dovra' aggiornare l'analisi della situazione politica dopo il recente videomessaggio di Silvio Berlusconi e precisare le intenzioni del Pd rispetto alle larghe intese su cui si regge l'attuale governo. All'europarlamentare Roberto Gualtieri tocchera' il compito di relazionare sui lavori della commissione a cui e' stato affidato il compito di proporre le regole per il Congresso.

L'Assemblea nazionale e' stata eletta alla fine del Congresso che si e' svolto nel 2009, quello che elesse segretario Pier Luigi Bersani. Composta all'inizio da oltre 1000 componenti si e' ridotta via via a poco piu' di 800 per via delle vicissitudini che hanno accompagnato la vita del Pd. Per essere valida nelle sue deliberazioni dovranno essere presenti il 50% piu' 1 degli aventi diritto, stesso tetto da raggiungere al momento del voto per prendere delle decisioni. Fino a ieri sera non c'era accordo tra le varie componenti del partito su data e regole del Congresso che dovra' eleggere il nuovo segretario nazionale, carica a cui si sono candidati Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella.

Questa mattina e' prevista una riunione della segreteria del Pd per tentare di sbloccare la situazione, subito dopo tornera' a riunirsi la commissione sulle regole che e' presieduta da Epifani. I renziani insistono nel chiedere che il Congresso si svolga l'1 dicembre, mentre bersaniani e dalemiani propongono il 15 (la disputa sulla data cela un dissenso su possibili elezioni anticipate in primavera che Renzi non auspica ma non demonizza).

Il punto di maggiore dissenso riguarda la tempistica dei congressi regionali. I renziani chiedono che l'elezione del segretario nazionale sia contemporanea a quella dei segretari regionali. I cuperliani auspicano invece che questi congressi si svolgano dopo le assisi nazionali. Obiettano i renziani: in primavera sono in calendario molte scadenze, a iniziare da elezioni amministrative ed elezioni europee, se non addirittura elezioni politiche anticipate se lo scontro tra Pd e Pdl diventera' piu' aspro: c'e' il rischio che a comporre le liste e a preparare scadenze politiche decisive siano i segretari regionali che hanno coadiuvato la segreteria di Bersani. In questa eventualita', se Renzi sara' eletto segretario, concludono i renziani, rischia di essere un leader senza mani libere per agire sui territori. Secondo le indiscrezioni sui lavori della commissione sulle regole, l'accordo potrebbe consistere con il passo indietro dei renziani sulla tempistica congressuale e con il cedimento delle altre correnti sulla data del Congresso.

Altri punti di mediazione possibili: alle primarie per l'elezione del segretario potranno partecipare iscritti e non iscritti al Pd; approvazione di una deroga allo statuto per permettere che alle primarie per eleggere il candidato premier del centrosinistra possano partecipare altri candidati del Pd - Enrico Letta? - oltre al segretario del partito (resterebbe in vigore, seppure ammorbidito, l'automatismo tra la carica di segretario e quella di possibile candidato premier che dalemiani e bersaniani avrebbero voluto abolire).

Un'intesa tra le varie componenti del Pd appare inevitabile, altrimenti domani l'Assemblea nazionale del Pd si concluderebbe senza decisioni evidenziando un partito bloccato da veti incrociati. In assenza di nuove regole congressuali, resterebbero in vigore quelle del Congresso del 2009 che finirebbero per rinviare le assisi a febbraio in quanto prevedono una serie di formalita' da espletare prima di avviare la fase congressuale.

Letta ha intanto inviato un messaggio all'Assemblea nazionale del Pd per spiegare la sua assenza: ''E' una rinuncia che naturalmente mi costa. E', tuttavia, una scelta naturale, perfino scontata, dal momento che quello che prende avvio e' un percorso congressuale che seguiro' si' con grande attenzione, ma senza prendervi parte attiva per via del ruolo che ho l'onore e la responsabilita' di rivestire''. Aggiunge il presidente del Consiglio: ''Non parteggero', dunque, per nessuno dei candidati in campo e m'impegno sin d'ora a relazionarmi col segretario eletto, chiunque sia, con rispetto e unita' d'intenti. Mi auguro che la nettezza di questa scelta metta fine a gossip e a retroscena piu' o meno maliziosi''.

 

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